(Minghui.org) Il 20 ottobre scorso verso le 6:00 del mattino, più di dieci ufficiali di cui la maggior parte in borghese, hanno fatto irruzione nell’appartamento della signora Zhang Guixiang, saccheggiando l’abitazione. Successivamente l'hanno arrestata per aver praticato il Falun Gong, una pratica spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

La donna, residente nella città di Changchun, provincia dello Jilin, è stata detenuta per la prima volta nel centro di detenzione n. 2 di Changchun, dove le autorità hanno detto che sarebbe stata rilasciata in dieci giorni, ma quando la sua famiglia è andata a prenderla, sono rimasti sorpresi nello scoprire che era stata trasferita al centro di detenzione n. 4, e che non aveva il permesso di ricevere visite dai familiari.

Zhang, cinquantasette anni, ha sofferto di molti disturbi fisici, tra cui malattie cardiache, emicrania, iperplasia mammaria, infiammazione della guaina del tendine, problemi al collo e tensione ai muscoli lombari. Spesso durante la notte si svegliava a causa di forti dolori. Dopo aver visto molti medici, la sua condizione continuava a persistere. In seguito un collega le ha fatto conoscere il Falun Gong, e dopo tre mesi di pratica, la maggior parte delle sue malattie sono sparite.

Il 26 ottobre del 2000 dopo l'inizio della persecuzione, è stata arrestata per essersi recata a Pechino per appellarsi al diritto di praticare il Falun Gong. Dopo quindici giorni di detenzione, le sono stati inflitti due anni al campo di lavoro forzato femminile di Heizuizi.

Le guardie l’hanno privata del sonno e colpita con bastoni elettrici. Contro la sua volontà è stata costretta a scrivere una dichiarazione in cui rinunciava al Falun Gong. Quattro mesi dopo dal suo rilascio, ha saputo che il suo datore di lavoro della società di Import ed Export di Automobili di Changchun, l'aveva licenziata.

Per guadagnarsi da vivere, ha lavorato in un ristorante di proprietà di un parente, mentre la polizia continuava a molestarla costantemente chiamandola nel cuore della notte.

La sera del 21 luglio 2002, un gruppo di agenti ha fatto irruzione nel suo appartamento, le hanno saccheggiato l’abitazione confiscando i libri del Falun Gong, una foto del fondatore e un lettore audio che usava per fare gli esercizi. Sua figlia, rimasta terrorizzata dall’accaduto è scoppiata in lacrime.

In seguito gli agenti l'hanno portata nel seminterrato della stazione di polizia, dove è stata rinchiusa e sistemata in una sedia di ferro per essere interrogata. Quando si è rifiutata di rispondere alle loro domande, le hanno dato uno schiaffo e colpita alla testa con un oggetto duro, che l'ha fatta svenire. Al suo risveglio, si è resa conto che il suo setto nasale era stato fratturato, e che il suo viso e i suoi vestiti erano coperti di sangue.

Dopo quindici giorni di detenzione, è stata trasferita di nuovo al campo femminile di lavoro forzato di Heizuizi dove l'hanno costretta a guardare per tutto il giorno video diffamatori contro il Falun Gong e privandola del sonno. Sull'orlo di un crollo mentale e fisico, e con tanta paura, è stata costretta a scrivere un'altra dichiarazione di rinuncia al Falun Gong.

Dopo circa quattro mesi e mezzo, le guardie l’hanno costretta a fare del lavoro non retribuito con orari assurdi spesso dalle 5:00 del mattino alle 20:30 di sera. È stata anche costretta a scrivere rapporti sulle sue riflessioni settimanali, altrimenti le guardie avrebbero considerato il "test di trasformazione" non superato, e mandata a fare sessioni di lavaggio del cervello.

Le guardie le hanno chiesto di convincere anche altri praticanti a rinunciare al Falun Gong, ma lei si è rifiutata di obbedire. Come conseguenza, la sua pena è stata prolungata di cinquanta giorni.

Il 9 settembre 2003 quando è stata rilasciata, suo marito aveva perso molto peso, e un quarto dei capelli della figlia erano diventati grigi, dal forte stress subito durante la sua detenzione.

Il personale della polizia e del comitato residenziale hanno continuato a molestarla, chiedendole di firmare le dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong. I suoi familiari erano sempre terrorizzati quando gli agenti bussavano alla porta, ed è stata costretta tra il 2003 e il 2007 a trasferirsi sei volte per nascondersi dalla polizia.

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