(Minghui.org)
Nome: Lyu ChunyuNome cinese: 吕春钰Sesso: DonnaEtà: 72 anniCittà: DalianProvincia: LiaoningOccupazione: Medico di famigliaData della morte: 6 ottobre 2024Data dell'ultimo arresto: 3 novembre 2021Luogo di detenzione più recente: Carcere femminile della provincia del Liaoning
Il 6 ottobre scorso, tre mesi dopo essere stata rilasciata con la condizionale, Lyu Chunyu, medico di famiglia della città di Dalian nella provincia del Liaoning, è deceduta dopo aver scontato un'ingiusta pena detentiva per la sua fede nel Falun Gong. La donna aveva 72 anni.
Dopo che il regime comunista cinese ha iniziato a perseguitare il Falun Gong nel luglio 1999, Chunyu è stata ripetutamente arrestata e detenuta per aver sensibilizzato l'opinione pubblica sulla persecuzione.
La prima volta è stata arrestata nel 2001 per aver affisso dei manifesti informativi del Falun Gong ed è stata detenuta per diversi mesi nel Campo di lavoro forzato di Dalian. Dopo aver sviluppato una malattia durante la detenzione, la donna è stata rilasciata.
Il 25 settembre 2015 è stata nuovamente arrestata per aver presentato una denuncia penale contro Jiang Zemin, l'ex leader del regime comunista che ha ordinato la persecuzione. Chunyu è stata rilasciata dopo essere stata trattenuta per otto ore alla Stazione di polizia di via Ershilibao, ma è stata nuovamente arrestata nella sua clinica, quattro giorni dopo, dal capo della polizia Lyu Zhiqiang (nessuna parentela). La polizia ha tentato di trattenerla presso il Centro di disintossicazione dalla droga di Dalian, ma ha dovuto rilasciarla perché non aveva superato l'esame di ammissione, a causa dellipertensione.
Il 25 novembre 2019 Sun Chenglin, vice capo della Stazione di polizia di via Ershilibao, ha guidato tre agenti a fare irruzione nella clinica della signora Lyu portando sia lei che la figlia maggiore, Sun Wenjun, alla stazione di polizia per l'interrogatorio. Alle 15:30 gli agenti hanno ammanettato Chunyu e l'hanno condotta al centro di detenzione locale, che le ha nuovamente negato l'accesso a causa di una patologia. La donna è stata trattenuta nella stazione di polizia per tutta la notte e, il mattino successivo è stata portata in un altro ospedale per un esame fisico. Il risultato è rimasto lo stesso e il centro di detenzione non ha voluto accettarla. Il vice capo Sun ha estorto 10.000 yuan (circa 1.310 euro) alla sua famiglia e l'ha rilasciata.
Intorno alle 13:30 del 14 maggio 2020, Fu, il nuovo vice capo della Stazione di polizia di via Ershilibao, si è recato a casa della signora Lyu, insieme all'agente Zhang Zhuoyue e un altro agente di nome Gu. La donna è stata portata alla Procura del distretto per lo sviluppo economico di Dalian. Il procuratore, Yue Shubao, e il suo segretario, Jia Lu, hanno cercato di costringerla a dichiararsi colpevole. Chunyu ha risposto di non aver violato alcuna legge e che era la polizia ad arrestare illegalmente le persone per bene. Si è anche rifiutata di firmare i documenti del caso, come le aveva ordinato il procuratore.
Il 4 giugno 2020 Chunyu ha ricevuto una telefonata dal Tribunale distrettuale per lo sviluppo economico di Dalian e le è stato ordinato di recarsi lì a firmare alcuni documenti, ma lei non ci è andata. La mattina successiva ha ricevuto un'altra telefonata, che ha ignorato. Un giorno dopo ha ricevuto un messaggio dal tribunale con il quale è stata informarla che il suo caso era stato accettato. Il 29 giugno un impiegato del tribunale ha consegnato l'atto di accusa alla sua clinica.
La mattina del 3 novembre 2021 diversi agenti hanno prelevato con la forza la dottoressa Lyu per un esame fisico. Quando nel pomeriggio il marito e la figlia si sono recati alla stazione di polizia, per chiedere il suo rilascio, è stato loro risposto che era già stata rinchiusa nel Centro di detenzione di Yaojia, in attesa dell'udienza in tribunale.
In seguito Chunyu ha raccontato alla sua famiglia che inizialmente il centro di detenzione le aveva negato l'ingresso. Ciononostante gli agenti di polizia Sun e Wu Wei hanno modificato i valori della pressione sanguigna e hanno costretto il centro di detenzione ad ammetterla.
Il 22 novembre i suoi familiari hanno ricevuto un messaggio che annunciava la data dell'udienza virtuale relativa al suo caso, fissata per le 13:30 del 30 novembre 2021. Il giorno successivo la figlia ha chiamato l'assistente del giudice, Wang Qian, ma le è stato detto che l'udienza si era già tenuta il giorno precedente.
Il 1° marzo 2022 l'avvocato di Lyu le ha fatto visita nel centro di detenzione e ha appreso che era stata condannata a tre anni e tre mesi di prigione. A fine ottobre 2022 è stata trasferita nel Carcere femminile della provincia del Liaoning.
Il 19 novembre 2022 una guardia della 12ª divisione del carcere ha chiamato i suoi familiari, per informarli che il 16 novembre era stata trasferita nella loro divisione e che era stata messa in quarantena, dopo aver scoperto che aveva contratto la scabbia nel centro di detenzione.
Lo scorso 12 aprile un capitano di squadra ha chiamato la figlia maggiore di Chunyu, Sun Wenjun, per dire che alla madre era stato diagnosticato un ittero ostruttivo e una lesione occupante spazio (una massa nella cavità cranica). Il carcere stava contattando un ospedale per farla ricoverare. Il capitano ha detto che avrebbero potuto discutere ulteriormente delle sue condizioni quando la sua famiglia avrebbe potuto farle visita il mese successivo.
Il 13 maggio due guardie carcerarie hanno accompagnato la sorella minore di Sun, Lili (alias), al Comitato per gli Affari Politici e Legali del distretto di Jinzhou (un'agenzia extragiudiziale incaricata di supervisionare la persecuzione del Falun Gong) per discutere sulla richiesta di libertà condizionata della madre. Il PLAC si è rifiutato di firmare i documenti perché Chunyu si era rifiutata di scrivere le dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong.
Verso la metà di luglio la donna è stata infine rilasciata con la condizionale. A quel punto, è stata costretta a pagare 50.000 yuan (circa 6.540 euro) per le cure mediche ricevute nell'ospedale della prigione. Chunyu è rimasta con la figlia minore ed è stata costretta a comunicare la sua posizione due volte al giorno, presentandosi di persona all'ufficio giudiziario locale una volta al mese. A causa delle continue pressioni e della stretta sorveglianza, le sue condizioni di salute hanno continuato a peggiorare e, il 6 ottobre scorso la donna è deceduta.
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Categoria: Decessi