(Minghui.org) Vorrei condividere alcune delle mie recenti esperienze di coltivazione.
Imparare dalle piccole cose e lasciar andare gli attaccamenti
Asciugare il pavimento con un fazzoletto
Dopo il mio trasferimento in Giappone ho iniziato a portare sempre con me un fazzoletto. Un giorno, in un centro comunitario dove mi trovavo con alcuni praticanti, ho rovesciato accidentalmente dell'acqua sul pavimento e, non trovando nessun tovagliolo di carta per asciugarla, ho pensato di usare il fazzoletto che avevo in tasca; ma subito dopo, però, ho pensato: “No, il pavimento è piuttosto sporco. Come potrei poi usare il fazzoletto per asciugarmi le mani?”.
Ho quindi chiesto a una praticante lì vicino se avesse dei fazzoletti di carta. Lei mi ha risposto di no e ha usato il proprio fazzoletto per asciugare il pavimento al posto mio. La sua reazione mi ha stupita e, pensando al fazzoletto che tenevo in tasca, ho provato vergogna, mi sono commossa davanti al suo gesto e ho visto il mio egoismo.
A lei non importava che il fazzoletto si sporcasse: voleva soltanto asciugare l'acqua. Il suo pensiero è stato semplice e puro, mentre io ho fatto i miei calcoli, perché volevo evitare un disagio.
Pulire l'acqua versata era una mia responsabilità, ma, essendo egoista, mi sono preoccupata più dei miei interessi che di risolvere subito il problema, così ho capito così di avere un'avversione per lo sporco e di essere attaccata alle nozioni di pulito e sporco tipiche della gente comune.
In realtà, ciò che è veramente sporco sono gli attaccamenti, anche se non possiamo vederli con gli occhi fisici. In altre dimensioni, infatti, appaiono come sostanze scure e sudicie. Perché continuo allora a tenermele strette?
Dopo questa esperienza ho cercato di fare attenzione a lasciar andare l'egoismo e l'avversione per lo sporco e, da allora, ho sentito la mia mente sempre più luminosa e serena.
Un tappetino caldo sul pavimento
Ho partecipato alle attività presso un punto vendita dei biglietti di Shen Yun, dove ho dovuto restare a lungo seduta dietro le quinte con gli altri praticanti per inviare pensieri retti. Faceva molto freddo e sedevamo sul pavimento, su sottili tappetini di plastica. All'inizio stavo bene, ma più restavo seduta, più sentivo freddo, nonostante la sciarpa avvolta intorno al collo.
Dopo aver inviato pensieri retti per un po', ho visto arrivare Zhang e Liu. Zhang mi ha invitata a sedermi su una coperta di pile che aveva portato con sé e, apprezzando la sua premura e la sua gentilezza, mi sono sentita molto più al caldo seduta sulla coperta.
Dopo aver sentito la nostra conversazione, Liu si è allontanata per un momento ed è tornata con un grande scatolone di cartone e parecchie bustine scaldamani monouso. Ha steso il cartone sul pavimento, vi ha appoggiato sopra le bustine, le ha coperte con i tappetini di plastica e infine ha disteso in cima la coperta di pile di Zhang.
I sottili tappetini di plastica sono diventati così un posto spesso e caldo dove sederci tutte e tre insieme e, non sentendo più freddo, sono riuscita a concentrarmi meglio nell'inviare pensieri retti.
Paragonandomi a Zhang e a Liu, mi sono vergognata del mio egoismo: non avevo fatto nulla per loro, eppure avevo beneficiato dei loro sforzi.
Coltivarsi significa riconoscere continuamente le proprie mancanze e impegnarsi per migliorare. Nei miei rapporti con i praticanti, molti momenti apparentemente piccoli e ordinari mi hanno toccato, mi hanno aiutato a riconoscere le lacune nella mia coltivazione e mi hanno spinta a fare meglio la volta successiva.
Superare la paura e l'attaccamento a salvare la faccia
Da bambina ho imitato la balbuzie di altri bambini e nessuno mi ha corretta. A causa anche del mio carattere timido, con il tempo il problema è peggiorato e ci ho fatto l'abitudine, fino al punto che non riuscire a parlare in modo fluido come gli altri mi faceva sentire inferiore.
Poiché ero molto sensibile alla mia immagine e mi preoccupavo di come mi vedessero gli altri, tendevo a evitare di parlare davanti a gruppi numerosi e, col passare del tempo, questa sensibilità ha dato origine a una vera e propria paura di parlare.
Prima di iniziare a praticare la Dafa, incolpavo la mia famiglia di non avermi fatto notare la balbuzie e di non avermi aiutata a correggerla. Dopo aver iniziato a coltivarmi, ho capito che tutto accade per una ragione e che forse stavo ripagando il karma delle mie vite passate, ma a volte provavo comunque frustrazione.
Un paio di giorni fa, mentre leggevo su Minghui.org un articolo di condivisione di esperienze, mi sono imbattuta in un riferimento a “Buddha dorato (con i commenti del Maestro)”. Avevo già letto “Buddha dorato” e ne ero rimasta commossa, quindi l'ho riletto. L'articolo mi ha spinta a riflettere se mi considerassi davvero una coltivatrice concentrata unicamente sulla coltivazione della mia xinxing oppure una persona comune limitata dalle imperfezioni del proprio corpo fisico.
Ho capito di essermi lasciata frenare dai miei limiti fisici e di aver trascurato il fatto che la vera coltivazione consiste nel migliorare la propria xinxing e nel tornare al proprio vero sé originario. Mi ero concentrata sull'impatto negativo della mia balbuzie, invece di affrontare la questione da vera coltivatrice.
Dopo averlo riconosciuto mi sono sentita sollevata e molto più leggera, e ho deciso che d'ora in poi mi concentrerò sul coltivare la mia xinxing e sul migliorare me stessa.
Vi prego di indicarmi con gentilezza qualsiasi cosa non sia in linea con la Fa.
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