(Minghui.org) Situata nella contea di Qi, nella provincia dello Shanxi, la Prigione di Jinzhong è la principale struttura provinciale in cui sono detenuti i praticanti maschi del Falun Gong condannati ingiustamente.

Tutte le direttive riguardo alla persecuzione vengono emanate dal “Dipartimento di educazione” della prigione. Ai praticanti che si rifiutano di dichiararsi colpevoli o rinunciare alla propria fede, vengono negate le visite dei familiari e non è loro permesso chiamarli o scrivere lettere. Ai loro familiari non è permesso effettuare versamenti in contanti sui loro conti, il che limita la possibilità dei praticanti di acquistare beni di prima necessità o cibo extra; possono procurarsi solo carta igienica e sapone. Alcuni praticanti hanno presentato reclamo al procuratore che sovrintende al carcere, ma non hanno mai ricevuto risposta.

Quando i praticanti vengono rinchiusi per la prima volta, sono trattenuti nell’area riservata ai nuovi detenuti, situata al terzo piano della 4ª divisione, che occupa un nuovo edificio di quattro piani ad alta sicurezza. Il primo piano è vuoto, il secondo è riservato ai detenuti ordinari, mentre il quarto ospita numerose celle d’isolamento.

Le guardie assegnate al “Dipartimento di educazione” parlano con i praticanti poco dopo il loro ingresso. Se questi si rifiutano di rinnegare il Falun Gong, vengono sottoposti a una “formazione” prolungata. Quando la prima campagna di trasformazione fallisce, le guardie li trasferiscono nelle celle d’isolamento.

Zhou Dongyan, istruttore della 4ª divisione, ha partecipato attivamente alla persecuzione dei praticanti. Spesso li ha costretti, per diversi giorni consecutivi, a restare in piedi per lunghe ore, oppure ha istigato gli altri detenuti a picchiarli.

Poco dopo che il signor Hou Lijun è stato rinchiuso in prigione per scontare una pena di 10 anni, Zhou lo ha privato del sonno per quattro giorni, mentre otto detenuti facevano a turno per sorvegliarlo. Zhou ha picchiato personalmente il signor Hou, affermando di aver usato ogni tortura sui praticanti del Falun Gong.

Intorno al 20 aprile dell’anno scorso una guardia di nome Wu Tianyu, dell’Ufficio amministrativo penitenziario di Pechino, si è recata alla Prigione di Jinzhong per addestrare le guardie su come “trasformare” meglio i praticanti del Falun Gong. Alla fine di aprile altre otto guardie sono arrivate da Pechino, per partecipare alla “formazione”.

Sempre alla fine di aprile dell’anno scorso, il carcere ha esposto, nelle sale riunioni, striscioni con la scritta “Smascherare e criticare il Falun Gong”. Nel mese di maggio è stata avviata la campagna ufficiale, per costringere i praticanti detenuti a rinunciare alla loro fede. Una volta entrati in prigione, sono stati tutti portati nella zona di isolamento al quarto piano e costretti a restare in posizione eretta per tutto il giorno, mentre venivano maltrattati dai detenuti, picchiati e spruzzati con spray al peperoncino. Anche i praticanti che erano già stati assegnati alle divisioni regolari, sono stati portati al quarto piano per essere “rieducati”. All’inizio di luglio, alcuni membri del personale dell’Ufficio amministrazione penitenziaria della provincia dello Shanxi si sono recati alla Prigione di Jinzhong, per ricevere aggiornamenti sulla campagna di “trasformazione”.

Il “Dipartimento di educazione” della prigione ha successivamente esteso la sua campagna per il lavaggio del cervello a un numero maggiore di praticanti. Coloro che si sono rifiutati di fare i “compiti” o di scrivere dichiarazioni per rinnegare e denunciare il Falun Gong, sono stati portati nella zona di isolamento, per un “campo di addestramento” della durata di un mese. Coloro che sono stati costretti a rinnegare il Falun Gong, erano comunque tenuti a scrivere ogni mese rapporti di pensiero.

Il suddetto signor Hou è stato detenuto nella 15ª divisione. Poiché aveva praticato gli esercizi del Falun Gong, nel mese di maggio dell’anno scorso le guardie hanno ordinato ai detenuti di picchiarlo e insultarlo, oltre a versargli addosso dell'urina. Quando l’uomo ha iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta, le guardie lo hanno alimentato a forza; hanno lasciato il tubo di alimentazione inserito, sostituendolo solo ogni 15 giorni. Successivamente, per aumentare le sue sofferenze, gli hanno inserito il tubo di alimentazione ogni giorno.

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