(Minghui.org) Il 22 maggio scorso il Tribunale della contea di Quzhou, nella provincia dell'Hebei, ha esaminato il caso della sessantacinquenne Qin Jingxiang, che ha fatto causa al locale ufficio di previdenza sociale, con l’accusa di averle sospeso la pensione dal mese di gennaio dell’anno scorso.
Il 16 gennaio dell’anno scorso la signora Qin ha appreso che la sua pensione era stata sospesa, poco dopo aver finito di scontare una pena detentiva di 14 mesi. La donna era stata incarcerata per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio 1999. Al suo ritorno a casa, si è recata alla Cassa di risparmio postale e ha scoperto che non le era stata versata la pensione del mese di gennaio.
La signora Qin si è recata all’Ufficio di previdenza sociale della contea di Quzhou, per chiedere spiegazioni. Un impiegato di cognome Yang le ha detto di rivolgersi alla scuola elementare dove aveva precedentemente lavorato. La scuola l’ha rimandata da Yang, che l’ha nuovamente indirizzata indietro. Dopo essere stata ingannata diverse volte, la signora Qin ha intentato una causa contro l’Ufficio di previdenza sociale. La donna ha chiesto di rappresentata all’avvocato Zhang di Pechino.
Durante l’udienza del 22 maggio scorso, Yang ha citato la Circolare nº 69, emanata nel 2012 dal Ministero delle risorse umane e della previdenza sociale, come base giuridica per la sospensione della pensione della signora Qin. In vigore dal 5 novembre 2012, la circolare prevede la riduzione o la sospensione della pensione per i pensionati di enti governativi o imprese statali sottoposti a sanzioni amministrative o penali.
Yang ha sostenuto che, poiché la signora Qin era stata incarcerata per 14 mesi, ai sensi della Circolare 69, la sua pensione avrebbe dovuto essere sospesa.
L'avvocato Zhang ha ribattuto che la Circolare 69 non era stata emanata dall'organo legislativo cinese, il Congresso del Popolo, e non avrebbe dovuto essere utilizzata come base giuridica per sospendere la pensione della sua cliente. Ironia della sorte, la Circolare 69 recava un’unica riga nell’ultima pagina che recitava: “Il presente documento non deve essere reso pubblico”. Egli ha contestato il fatto che un documento interno non poteva essere utilizzato come base giuridica per la sospensione della pensione.
Anche se la Circolare 69 potesse essere utilizzata come fondamento giuridico, a partire dal 1° ottobre 2014 il Consiglio di Stato, che sovrintende al Ministero delle risorse umane e della previdenza sociale, ha ordinato a tutte le agenzie governative di attenersi alla legge sulla previdenza sociale.
Zhang ha presentato due documenti a conferma del fatto che, nel mese di maggio 2016, la sua cliente aveva formalmente presentato domanda di pensionamento. Uno dei documenti era un modulo di verifica dei pensionati, mentre l’altro era costituito dai dati censurati, raccolti su tutti i pensionati beneficiari di prestazioni pensionistiche. Entrambi i documenti erano stati rilasciati dal governo della provincia dell’Hebei. In base alla politica del Consiglio di Stato, la sua pensione avrebbe dovuto essere soggetta alla legge sulla previdenza sociale e non alla Circolare nº 69.
L’avvocato ha aggiunto che il punto 9 dell'articolo 2 della Circolare 69 prevede un'eccezione all'imposizione della riduzione o della sospensione delle prestazioni per i pensionati soggetti a sanzioni amministrative o penali. Ciò significa che, se un pensionato riceveva già la pensione prima di tali sanzioni, allora alla situazione dovrebbe applicarsi la legge sulla previdenza sociale. La pena detentiva della signora Qin deriva dal suo ultimo arresto nel mese di novembre 2023, anni dopo aver iniziato a ricevere la pensione nel maggio 2016. Quindi, anche secondo le stesse regole della Circolare 69, la sua pensione non avrebbe mai dovuto essere sospesa.
Alla luce di quanto sopra, la legge sulla previdenza sociale dovrebbe essere applicabile al caso, ha sottolineato Zhang. La legge sulla previdenza sociale è stata approvata dal Congresso del Popolo il 28 ottobre 2010, ed è entrata in vigore il 1° luglio 2011. La legge stabilisce che tutti i pensionati hanno diritto alle prestazioni pensionistiche, indipendentemente dal fatto che siano soggetti a sanzioni amministrative o penali.
L'articolo 16 della legge sulla previdenza sociale stabilisce che coloro che, al raggiungimento dell'età pensionabile prevista dalla legge, abbiano versato contributi cumulativi nei propri conti pensionistici per almeno 15 anni, ricevano mensilmente l'intero importo. La signora Qin aveva maturato 38 anni di servizio, quando è andata in pensione nel mese di maggio 2016, pertanto aveva diritto a una pensione mensile.
L’avvocato ha sottolineato che l'articolo 8 della legge sulla previdenza sociale, specifica anche i ruoli e le responsabilità del centro di previdenza sociale nel fornire servizi, compresa la registrazione dei pensionati e la distribuzione delle prestazioni. In nessuna parte della legge si afferma che gli ufficii di previdenza sociale abbiano l'autorità di ridurre o revocare i diritti e gli interessi dei pensionati.
Inoltre il convenuto, nel caso in questione, non ha mai notificato alla signora Qin la sospensione della sua pensione, come previsto dalla legge. Lei lo ha scoperto solo quando ha controllato il suo conto bancario.
Il giudice ha dichiarato che avrebbe emesso una sentenza dopo aver consultato un collegio giudicante.
Perseguitata per la sua fede nel Falun Gong
La signora Qin ha iniziato a praticare il Falun Gong nella primavera del 1995 e in breve tempo ha trovato sollievo dal dolore al braccio e dalla tonsillite. Dopo l’inizio della persecuzione nel luglio 1999, ha mantenuto salda la propria fede ed è stata ripetutamente presa di mira. Il 23 settembre 2004 è stata arrestata, interrogata e torturata. Gli agenti le hanno ammanettato le mani a un letto e l’hanno schiaffeggiata. Le hanno anche ordinato di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong e hanno pubblicato il suo “caso” sul giornale degli educatori della contea. La donna è rimasta profondamente traumatizzata.
Nel pomeriggio del 12 febbraio 2023 diversi agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione e le hanno confiscato due computer portatili, una stampante e 1.000 yuan (circa 130 euro) in banconote su cui erano stampate informazioni del Falun Gong (data la rigida censura in Cina, i praticanti sensibilizzano l’opinione pubblica sulla persecuzione, attraverso messaggi scritti sulle banconote). Un’agente donna ha aperto il cassetto del suo tavolino da caffè e poi gli ha dato un calcio.
Il 16 novembre 2023 la signora Qin è stata fermata da quattro agenti in borghese, mentre stava tornando a casa dopo aver fatto visita a un parente. Quando si è rifiutata di seguirli, gli agenti l’hanno costretta a obbedire, minacciando di portarla via. Quel pomeriggio, i suoi familiari sono venuti a sapere che era stata arrestata e si sono precipitati al dipartimento di polizia per chiedere il suo rilascio, ma senza alcun risultato.
La polizia ha trattenuto la signora Qin presso il Terzo Centro di detenzione della città di Handan. La Procura del distretto di Congtai ha rinviato il caso alla polizia in diverse occasioni, per ottenere ulteriori prove, prima di formulare l'accusa e deferirlo al tribunale locale. Il 15 ottobre 2024 Jingxiang è stata processata e condannata a 14 mesi di prigione.
Il 16 gennaio dell’anno scorso la signora Qin è stata rilasciata, ma nello stesso mese le è stata sospesa la pensione.
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