(Minghui.org) Ren Chunlian, una donna di Shouguang, nella provincia dello Shandong, è stata detenuta nel carcere femminile provinciale dal 10 maggio di quest’anno, per scontare una pena di tre anni e mezzo in quanto praticante del Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.

La vicenda della signora Ren è iniziata con il suo arresto, avvenuto il 25 novembre del 2022 da parte di agenti dell'Ufficio di sicurezza interna della città di Shouguang e della Stazione di polizia di Jitai. Le sono stati confiscati il computer, la stampante, alcuni libri sul Falun Gong e 1.000 yuan (circa 130 euro) in contanti. La polizia l'ha accusata di aver affisso manifesti del Falun Gong il giorno precedente. È stata trattenuta presso la Stazione di polizia di Jitai per due giorni, per poi essere rilasciata e posta agli arresti domiciliari a causa delle restrizioni legate alla pandemia di COVID-19.

Il 1° agosto del 2023 gli agenti della Stazione di polizia di Jitai hanno arrestato nuovamente Chunlian, e l'hanno condotta in un ospedale locale per una visita medica. A causa delle sue precarie condizioni di salute, il Centro di detenzione di Weifang si è rifiutato di accoglierla. È stata quindi rilasciata su cauzione. Weifang ha giurisdizione sulla città di Shouguang.

Intorno a febbraio del 2024 la signora Ren è stata incriminata dalla Procura di Shouguang e il suo caso è stato trasmesso al tribunale cittadino.

Chunlian è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia di Jitai il 22 aprile dello scorso anno. Nonostante avesse fallito più volte la visita medica obbligatoria, l'Ufficio per la sicurezza interna della città di Shouguang è comunque riuscito a farla internare nel Centro di detenzione di Weifang.

Le condizioni di salute della signora Ren sono peggiorate durante la sua permanenza nel centro di detenzione, ed è stata ricoverata all'Ospedale di Weifang e sottoposta a visite mediche ogni pochi giorni. Le sono stati diagnosticati calcoli biliari e un'ombra sul polmone, inoltre è stata costretta ad assumere diversi farmaci senza che le venisse spiegato a cosa servissero.

A luglio dello scorso anno, l'avvocato ingaggiato dalla figlia della signora Ren si è recato alla Stazione di polizia di Jitai per aggiornare gli agenti sulle sue condizioni di salute e chiederne il rilascio su cauzione. L'agente che ha effettuato l'arresto, Dong, ha affermato di aver affidato il caso ai suoi colleghi dell'Ufficio per la sicurezza interna della città di Shouguang.

La figlia e l'avvocato della signora Ren si sono recati presso l'Ufficio di sicurezza interna della città di Shouguang, dove è stato loro riferito che il vicedirettore Zhang Linfeng era responsabile del suo caso. L'avvocato ha quindi contattato Zhang e ha chiesto che la donna fosse rilasciata su cauzione per ricevere cure mediche. Zhang ha richiesto una domanda scritta e ha poi interrotto la comunicazione.

La figlia e l'avvocato della signora Ren si sono recati presso la Procura di Shouguang e hanno informato il pubblico ministero incaricato del caso, Sang Zijun, delle condizioni di salute della donna. Sang ha dichiarato che era impossibile concederle il rilascio per consentirle di ricevere cure mediche.

Quando la figlia della signora Ren non ha ricevuto notizie da Zhang, lo ha chiamato nuovamente due giorni dopo. Zhang l’ha interrotta bruscamente, affermando che stava "gestendo il caso secondo la legge" e che "non doveva nutrire alcuna speranza che sua madre venisse rilasciata su cauzione". Ha riattaccato e non ha più risposto alle sue chiamate.

La signora Ren è comparsa dinanzi al Tribunale della città di Shouguang il 16 e il 27 ottobre dello scorso anno ed è stata condannata, il 2 febbraio di quest’anno, a tre anni e mezzo di reclusione e al pagamento di una multa di 20.000 yuan (circa 2.590 euro). Ha presentato ricorso al Tribunale intermedio di Weifang, che ha confermato la sentenza di primo grado.

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