(Minghui.org) Jian Yicong, una donna di 63 anni di Deyang, nella provincia del Sichuan, è stata processata il 4 giugno di quest’anno perché pratica il Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
La signora Jian, nata nel maggio del 1963, intorno alle 17:00 del 17 marzo ha trovato la sua casa circondata dalla polizia. Nel tentativo di fuggire, si è lanciata dal suo appartamento al secondo piano, riportando gravi ferite.
Una poliziotta di cognome Jian l'ha portata direttamente in un centro di detenzione locale. Lì è stata malmenata e solo in seguito gli agenti si sono resi conto della gravità delle sue ferite. É stata quindi trasferita al Secondo Ospedale di Deyang, senza che la famiglia ne fosse informata, dove le sono state diagnosticate una frattura della colonna lombare, una frattura comminuta del femore e un edema al tallone.
Il 23 marzo l'avvocato della donna si è recato al centro di detenzione e ha appreso che la sua assistita era stata ricoverata in ospedale. Le guardie si sono rifiutate di comunicargli in quale ospedale fosse stata portata.
L'Ufficio per la sicurezza interna del distretto di Jingfa ha trasmesso il caso alla Procura del distretto di Jingyang , che ha incriminato la signora Jian e ha inoltrato il caso al Tribunale distrettuale di Jingyang.
Il 9 aprile l'avvocato ha ricevuto una notifica che lo informava del trasferimento della sua cliente al Centro di detenzione di Deyang. Si è recato lì per far visita alla signora Jian e ha appreso che aveva appena interrotto uno sciopero della fame durato 21 giorni, dopo che le guardie le avevano consentito di incontrarlo quello stesso giorno.
L'udienza era stata fissata per le 15:00 del 26 maggio, ma è stata anticipata alle 9:30 del 4 giugno. L'avvocato della donna è stato informato alle 16:00 del 3 giugno che il processo si sarebbe svolto presso il centro di detenzione anziché in tribunale, come inizialmente previsto.
L'avvocato ha chiesto all’ufficiale che aveva contattato il tribunale perché il processo fosse stato trasferito al centro di detenzione. L’interlocutore ha risposto che non si trattava di un'udienza pubblica. L'avvocato ha replicato che il caso della sua assistita non rientrava tra quelli che richiedono udienze a porte chiuse. L’ufficiale ha ribattuto che non volevano correre il rischio che la signora Jian fuggisse nel bel mezzo dell'udienza. Il legale ha aggiunto che la donna aveva difficoltà a stare in piedi, figurarsi a scappare.
Il processo si è comunque svolto presso il centro di detenzione il 4 giugno. La figlia della signora Jian l'ha rappresentata in qualità di difensore non avvocato. Ha chiesto che il pubblico ministero, il giudice presidente, i giudici del collegio giudicante e i cancellieri si astenessero dal caso se erano membri del Partito Comunista Cinese e/o delle sue organizzazioni affiliate. Ha motivato la richiesta affermando che, in quanto membri atei del PCC, non sarebbero stati qualificati per giudicare sua madre per le sue convinzioni spirituali.
La procuratrice Liu Qin ha criticato il Falun Gong, ma non è riuscita a fornire alcuna base legale a sostegno delle sue accuse. Il giudice presidente ha aggiornato l'udienza di due ore.
La signora Jian ha iniziato a praticare il Falun Gong nell'ottobre del 1998. Si guadagna da vivere offrendo passaggi sul suo triciclo elettrico. Prima dell'ultimo episodio di persecuzione, era già stata ripetutamente presa di mira e aveva scontato due condanne al carcere per un totale di cinque anni. Per maggiori dettagli sulle sue precedenti persecuzioni, si vedano gli articoli correlati.
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