(Minghui.org) Il 24 giugno scorso Lin Jinli, una donna di 50 anni di Harbin nella provincia dell'Heilongjiang, è stata condannata a tre anni e mezzo di reclusione e a una multa di 10.000 yuan (circa 1.290 euro) per aver denunciato la persecuzione in corso da parte del regime comunista nei confronti della sua fede, il Falun Gong.

La signora Lin, nata il 7 novembre 1975, è stata arrestata il 10 agosto dell'anno scorso mentre era in vacanza nella città di Yangzhou, nella provincia del Jiangsu. Lì aveva acquistato un cellulare e inviato due SMS riguardanti il Falun Gong. La polizia di Yangzhou l'ha rintracciata e arrestata mentre si trovava ancora in quella città. In seguito, più di 10 agenti hanno percorso oltre 1.950 chilometri per raggiungere Harbin e perquisire la sua abitazione.

Durante la perquisizione erano presenti due familiari di Jinli, tra cui sua madre, di quasi 80 anni, affetta da atrofia cerebrale, e sua nipote, che si trovava lì per assistere l’anziana. La polizia le ha interrogate per ore, esigendo di sapere se in casa fossero nascosti materiali informativi sul Falun Gong.

Il fratello di Jinli è arrivato mentre la polizia stava ancora perquisendo la sua abitazione. Le forze dell’ordine gli hanno strappato di mano le chiavi dell’auto e lui ha chiamato il 110 (l’equivalente al 112 in l'Europa). Solo allora la polizia gli ha restituito le chiavi.

La polizia non ha trovato nessun materiale del Falun Gong ma ha sequestrato una scatola rettangolare, sostenendo che Jinli la usasse per mascherare i segnali dei cellulari.

Gli agenti, quando sono tornati a Yangzhou, hanno chiamato più volte il fratello di Jinli, chiedendogli se avesse nascosto il materiale informativo del Falun Gong di sua sorella.

Il 24 giugno scorso il giudice Feng Jie del Tribunale distrettuale di Guangling a Yangzhou, dopo due udienze avvenute il 27 gennaio e il 2 giugno dello stesso anno, ha condannato Jinli a tre anni e mezzo di reclusione. Per i dettagli del processo, si rimanda agli articoli correlati.

Al momento della stesura di questo articolo, la signora Lin è ancora reclusa nel Centro di detenzione della città di Yangzhou. Durante i suoi primi tre giorni di detenzione in quella struttura, ha intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta. Successivamente è stata costretta a studiare materiale diffamatorio nei confronti del Falun Gong. È rimasta salda nella sua fede e il pubblico ministero Yin Liping ha minacciato di infliggerle una pena severa. La minaccia si è concretizzata con la condanna a tre anni e mezzo inflitta a Jinli per “aver acquistato un cellulare per inviare due messaggi di testo”.

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