(Minghui.org) Il 16 giugno dell’anno scorso la signora Zhang Lihua, di 60 anni della città di Daqing nella provincia dell’Heilongjiang, è stata rinchiusa nel carcere femminile provinciale dove dovrà scontare una pena di tre anni e quattro mesi, inflittale alla fine del 2022 per la sua fede nel Falun Gong. All’inizio di febbraio di quest’anno, la donna ha avuto un ictus e i suoi familiari sono stati costretti a farsi carico delle spese mediche. A distanza di mesi dall’intervento chirurgico, Lihua soffre ancora di mal di testa.
Il calvario della signora Zhang, che lavorava come autista nel giacimento petrolifero di Daqing, è iniziato con l’arresto del 22 novembre 2020. Quella stessa notte è stata rilasciata su cauzione per un anno, dopo essere stata ritenuta non idonea alla detenzione. Il 22 novembre 2021 la sua libertà provvisoria è stata sostituita con gli arresti domiciliari.
Il 30 dicembre 2022 il Tribunale del distretto di Ranghulu ha condannato la signora Zhang a una pena detentiva di tre anni e quattro mesi, oltre a una multa di 30.000 yuan (circa 3.850 euro). Per i dettagli relativi al suo arresto e al procedimento giudiziario, si rimanda agli articoli correlati.
La signora Zhang si è rifiutata di pagare la multa e il tribunale le ha congelato la pensione, prelevando la somma direttamente da lì.
Dopo la sentenza, la signora Zhang è stata condotta diverse volte al centro di detenzione della città di Daqing, per sottoporsi a visite mediche. È stata sempre ritenuta non idonea alla detenzione e il tribunale le ha infine concesso di scontare la pena fuori dal carcere.
Nella prima metà dell’anno scorso, una squadra d’ispezione del governo centrale si è recata a Daqing e ha ordinato alle autorità locali di incarcerare tutti i praticanti del Falun Gong condannati, a cui era stato concesso di scontare la pena ai domiciliari.
Il 16 giugno dell’anno scorso la signora Zhang è stata rinchiusa nel carcere femminile della provincia dell’Heilongjiang, stabilita come nuova data di inizio della sua pena di tre anni e quattro mesi.
Le guardie dell’ottava divisione hanno ordinato alle detenute di picchiare e insultare la signora Zhang e così la sua pressione sistolica è salita a oltre 200 mmHg (il valore normale è pari o inferiore a 120).
All’inizio dello scorso mese di febbraio il carcere ha comunicato alla famiglia della signora Zhang che era stata ricoverata in un ospedale di Harbin, capitale della provincia dell’Heilongjiang, a causa di un’emorragia cerebrale. I suoi familiari si sono precipitati in ospedale e l’hanno trovata in stato di coma.
Una guardia carceraria ha riferito che nella testa della donna erano presenti tre emorragie e ha ordinato loro di pagare l’intervento chirurgico, poiché il carcere non avrebbe coperto le spese mediche, né si sarebbe assunto alcuna responsabilità, qualora le fosse successo qualcosa.
I familiari non hanno avuto altra scelta che pagare oltre 100.000 yuan (circa 12.830 euro), affinché l’ospedale operasse due delle emorragie. Purtroppo non potevano permettersi di coprire i costi dell’intervento per la terza emorragia.
Il carcere ha affermato di aver provveduto a far assistere la signora Zhang dopo l’intervento e si sono lamentati del fatto che fosse troppo testarda, nel rimanere salda alla propria fede.
Nel maggio scorso, quando i familiari della signora Zhang le hanno fatto visita in prigione, hanno notato che era molto debole, dimagrita e camminava lentamente. Si lamentava dei frequenti mal di testa e di ricevere continuamente l’ordine di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong.
Una guardia carceraria ha interrotto l’incontro dopo cinque minuti.
La signora Zhang non è l’unica della sua famiglia ad essere stata presa di mira per la sua fede nel Falun Gong. Nel mese di dicembre 2000 sua madre, la signora Yang Shuqin, di 67 anni, è deceduta, dopo aver subito sistematiche molestie e vessazioni per la sua fede.
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