(Minghui.org) Il 19 agosto scorso la signora Jian Yicong, di 63 anni della città di Deyang nella provincia del Sichuan, è stata condannata a quattro anni e mezzo di prigione e multata di 15.000 yuan (circa 1.930 euro), per la sua fede nel Falun Gong. La donna sta presentando ricorso contro l’ingiusta condanna.

Intorno alle 17:00 del 17 marzo scorso la signora Jian, nata nel mese di maggio 1963, ha visto la sua abitazione circondata dalla polizia. Nel tentativo di sfuggire all’arresto, la donna si è lanciata dal suo appartamento al secondo piano, riportando gravi ferite.

Gli agenti l’hanno portata direttamente al centro di detenzione della città di Deyang e durante il trasferimento l’hanno malmenata, ma poi si sono resi conto che le sue ferite erano gravi e l’hanno portata al Secondo Ospedale della città di Deyang, senza avvisare la sua famiglia. Alla donna sono state riscontrate una frattura della colonna lombare, una frattura comminuta del femore e un gonfiore al tallone.

Il 23 marzo l’avvocato della signora Jian si è recato al centro di detenzione e ha appreso che era stata ricoverata in ospedale, ma le guardie si sono rifiutate di dirgli in quale struttura

L’Ufficio per la Sicurezza Interna del distretto di Jingfa ha deferito il caso alla Procura del distretto di Jingyang, la quale l’ha incriminata e ha trasmesso il suo caso al Tribunale locale.

Il 9 aprile l’avvocato ha ricevuto una comunicazione, in cui si informava che la sua assistita era stata dimessa e riportata al centro di detenzione. Quando le ha fatto visita, è venuto a sapere che aveva appena concluso uno sciopero della fame di 21 giorni, dopo che le guardie le avevano permesso di incontrarlo.

La data dell’udienza era stata fissata per le ore 15:00 del 26 maggio, ma è stata in seguito spostata alle ore 9:30 del 4 giugno. Alle ore 16:00 del 3 giugno scorso l’avvocato della signora Jian è stato informato che il processo si sarebbe tenuto presso il centro di detenzione anziché in tribunale, come originariamente previsto.

L’avvocato ha chiesto alla persona che lo ha chiamato dal tribunale il motivo per cui il processo fosse stato spostato al centro di detenzione, ma l’interlocutore ha risposto che non si trattava di un’udienza pubblica. L’avvocato ha fatto notare che il caso della sua cliente non rientrava nella categoria delle udienze a porte chiuse e così l’interlocutore ha replicato che non volevano che la signora Jian potesse fuggire nel bel mezzo dell’udienza. Il suo avvocato ha fatto notare che lei aveva difficoltà a stare in piedi in modo stabile, figuriamoci a scappare.

Ciononostante, l’udienza si è tenuta il 4 giugno nel centro di detenzione e la figlia della signora Jian ha rappresentato la madre, in qualità di difensore non avvocato. Ha chiesto che il pubblico ministero, il presidente del tribunale, i giudici del collegio giudicante e i cancellieri fossero ricusati, qualora fossero membri del Partito Comunista Cinese e/o delle sue organizzazioni giovanili. La sua motivazione era che, in quanto membri atei del PCC, non erano qualificati per perseguire sua madre, a causa delle sue convinzioni spirituali.

Il pubblico ministero Liu Qin ha diffamato il Falun Gong, ma non è riuscita a fornire alcuna base giuridica a sostegno delle sue accuse. Dopo due ore, il presidente del tribunale ha aggiornato l’udienza.

La signora Jian, che ha iniziato a praticare il Falun Gong nell’ottobre 1998, si guadagna da vivere offrendo corse con il suo triciclo elettrico. Prima di questo ultimo episodio di persecuzione, era stata ripetutamente presa di mira e aveva scontato due condanne detentive per un totale di cinque anni. Per i dettagli sulle persecuzioni subite in passato, si vedano gli articoli correlati.

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