(Minghui.org) Il signor Di Jianchao di 61 anni, residente nella città di Kunming, nella provincia dello Yunnan, è stato processato il 24 aprile di quest’anno perchè pratica il Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal luglio del 1999.

L'avvocato del signor Di ha respinto le accuse a suo carico e ne ha chiesto l’assoluzione, ha inoltre sottolineato che il giudice He Wen, del Tribunale distrettuale di Wuhua, ha violato la legge impedendo alla moglie del signor Di di rappresentarlo in qualità di difensore non avvocato. La donna aveva preparato la sua memoria difensiva, ma ha ricevuto una comunicazione all'ultimo minuto, poco prima dell'inizio del processo, che le consentiva di assistere all'udienza solo in veste di spettatrice, ma non di difensore.

L’uomo è rimasto in silenzio in segno di protesta durante l'intera udienza, dalle 10:30 alle 13:00. È stato poi riportato al Centro di detenzione del distretto di Guandu, dove si trova tuttora dal giorno del suo arresto avvenuto il 15 luglio dello scorso anno.

Il signor Di ha iniziato uno sciopero della fame per protesta ed è stato ricoverato in ospedale il 7 gennaio di quest’anno. Sua moglie ne ha chiesto il rilascio per cure mediche, ma l’istanza è stata respinta. Il giudice He inizialmente aveva fissato un'udienza per il 27 gennaio, che ha rinviato al 6 febbraio a causa delle precarie condizioni di salute del praticante. Poiché il signor Di era ancora in gravi condizioni, l'udienza è stata ulteriormente rinviata al 24 aprile.

Accuse infondate

Il procuratore Huang Pengwen della Procura distrettuale di Wuhua ha accusato il signor Di di "aver utilizzato un'organizzazione di culto per minare l'applicazione della legge". Il suo avvocato ha sottolineato che in Cina non esiste alcuna legge che criminalizzi il Falun Gong o lo definisca una setta, inoltre il possesso da parte dell’uomo di libri sul Falun Gong, pubblicati da case editrici legittime, così come la distribuzione di materiale relativo al Falun Gong, non hanno arrecato alcun danno a individui o alla società in generale, tanto meno hanno minato l'applicazione della legge.

I libri e i materiali del Falun Gong sequestrati a casa del signor Di sono stati "classificati" come "propaganda di una setta" dal dipartimento di polizia locale. Per legge, solo un'agenzia forense indipendente e terza è autorizzata a verificare e autenticare le prove presentate all'accusa.

Sorveglianza illegale da parte della polizia

La polizia aveva tenuto il signor Di sotto sorveglianza per oltre due mesi, a partire dal 13 maggio dello scorso anno, prima di arrestarlo il 15 luglio mentre distribuiva materiale relativo al Falun Gong. Il suo avvocato ha sostenuto che tale sorveglianza prolungata costituisse un’indagine tecnica ai sensi dell’articolo 264 del Regolamento sulle procedure per la gestione dei casi penali da parte degli organi di pubblica sicurezza.

Secondo la difesa, l’indagine tecnica condotta nei confronti del signor Di violava gli articoli 150 e 152 del Codice di procedura penale, i quali stabiliscono che tali misure possono essere applicate solo a cinque categorie di reati, tra cui quelli che mettono in pericolo la sicurezza nazionale, le attività terroristiche, la criminalità organizzata, i gravi reati legati al traffico di droga o altri crimini gravi che minacciano la società.

L’avvocato ha inoltre sottolineato che il signor Di stava semplicemente esercitando il proprio diritto costituzionale alla libertà di credo, e che non aveva commesso alcuno dei cinque reati previsti dalla legge.

Identificazione dubbia del sospettato

La polizia ha affermato che il signor Di fosse la persona che distribuiva materiale del Falun Gong in un determinato luogo. È giunta a questa conclusione dopo aver esaminato attentamente i filmati di sorveglianza e aver individuato una persona che gli somigliava. Successivamente, gli agenti lo hanno pedinato e arrestato mentre distribuiva materiale del Falun Gong in un altro luogo.

L’avvocato difensore ha sostenuto che l’agente che aveva identificato nel signor Di l’uomo ripreso nei filmati non ha fornito ulteriori prove a sostegno della sua deduzione, come ad esempio la presenza delle impronte digitali del signor Di sul materiale in questione. Inoltre, il nome e la qualifica dell’agente non sono stati inclusi nel fascicolo processuale, come previsto dalla legge.

Perquisizione illegale dell’abitazione

Ore dopo l’arresto del signor Di, avvenuto il 15 luglio dello scorso anno, circa 18 agenti in borghese e due membri della squadra SWAT (Special Weapons and Tactics) hanno fatto irruzione nella sua abitazione intorno alle 22:00. Prima di perquisire ogni angolo della casa, hanno immobilizzato la moglie, la signora Luo Jiangqin, di 58 anni.

La signora Luo è stata indicata come testimone del blitz ed è stata inoltre accusata di essersi “rivolta con un linguaggio scurrile” agli agenti di polizia. Tuttavia, la donna ha dichiarato di essere stata trattenuta in una stanza e di non aver assistito in alcun modo all’irruzione. Ha inoltre negato di aver insultato verbalmente qualsiasi agente.

Il procuratore Huang ha affermato che esisteva un video, registrato dalla body cam di un agente durante il blitz nell’abitazione, ma si è rifiutato di mostrarlo in tribunale. Ha inoltre respinto la richiesta dell’avvocato di controinterrogare la signora Luo.

Richiesta di astensione respinta

Mentre la sua abitazione veniva perquisita, il signor Di è stato interrogato presso la Stazione di polizia di Zhonghua. Gli agenti che lo interrogavano si sono rifiutati di rivelare i propri nomi e di registrare fedelmente le sue risposte alle domande poste; inoltre lo hanno sottoposto a tortura.

Successivamente, il praticante ha chiesto che gli agenti incaricati delle indagini venissero estromessi dal caso, ma non ha mai ricevuto risposta. Il suo avvocato ha fatto notare che, secondo la legge, la polizia è tenuta a rispondere entro due o cinque giorni dalla presentazione della richiesta.

Nonostante ciò, i verbali falsificati degli interrogatori, redatti dagli agenti, sono stati inclusi nel fascicolo processuale e utilizzati come prove contro il signor Di.

Rischia una terza condanna al carcere

Il pubblico ministero Huang ha affermato che il signor Di era un recidivo, essendo già stato incarcerato due volte per un totale di otto anni e mezzo per aver praticato il Falun Gong. Il suo avvocato ha sostenuto che non avrebbe mai dovuto essere incarcerato per aver esercitato il proprio diritto costituzionale alla libertà di credo. Inoltre, era stato licenziato dal suo impiego presso l’azienda di costruzioni navali di Kunming a causa della sua pratica spirituale.

L'avvocato ha nuovamente richiesto l'assoluzione del signor Di. Il giudice He ha aggiornato la seduta senza indicare quando avrebbe emesso la sentenza.

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