(Minghui.org) Il 13 maggio scorso Liang Shuzhi, una donna di 89 anni della città di Shenyang, è stata trasportata fuori dalla sua abitazione in barella e caricata su un’ambulanza. È stata condotta all’Ospedale di Zhonghe, dove è rimasta trattenuta fino al 15 giugno quando la polizia l’ha trasferita al Primo Centro di detenzione della città di Shenyang.
La pressione sistolica di Shuzhi era superiore a 200 mmHg (il valore normale è pari o inferiore a 120 mmHg), pertanto il centro di detenzione ha rifiutato di accoglierla. La polizia l’ha riportata all’Ospedale di Zhonghe, una struttura sanitaria designata per i detenuti.
Il Dipartimento di polizia della città di Shenyang, il Dipartimento di polizia del distretto di Heping e la Stazione di polizia di Maluwan, tutti responsabili dell’arresto della signora Liang, si sono rifiutati di dimetterla dall’ospedale e di informare la sua famiglia.
La polizia ha preso di mira la praticante perché il 27 marzo 2023 era stata condannata a tre anni di reclusione per la sua fede nel Falun Gong, una pratica per il benessere della mente e del corpo perseguitata dal Partito Comunista Cinese dal 1999. Era stata rilasciata su cauzione poco dopo la condanna perché il Primo Centro di detenzione della città di Shenyang, dove avrebbe dovuto scontare la pena, si era rifiutato di accoglierla a causa delle sue precarie condizioni di salute.
Il giudice Lin Xiaojiao del Tribunale del distretto di Liaozhong, che aveva condannato Shuzhi, ha tentato di farla riportare in custodia nel settembre 2024, ma è stata ancora ritenuta non idonea alla detenzione. La Procura della città di Shenyang, tuttavia, ha esortato Lin a far rinchiudere la signora Liang in carcere il prima possibile. Il 30 dicembre 2024 Lin ha ordinato agli agenti della Stazione di polizia di Maluwan di condurla al centro di detenzione, ma Shuzhi non ha superato nuovamente la visita medica, e le è stato negato l’accesso.
Dopo aver lasciato il Centro di detenzione nella periferia di Shenyang, Lin ha ordinato alla polizia di lasciare Shuzhi lontano da casa sua, e quest’ultima ha dovuto prendere un taxi per tornare. Prima che se ne andasse Lin la ha minacciata di portarla al centro di detenzione una volta al mese dopo il Capodanno cinese, all’inizio di febbraio dello scorso anno, fino a quando non fosse stata ammessa.
Nel maggio dello scorso anno il procuratore Zhang della Procura del distretto di Liaozhong ha chiamato i familiari della praticante, informandoli che dovevano andare a trovarla e, se le sue condizioni di salute lo avessero permesso, riportarla in custodia. Nel pomeriggio dell’8 luglio di quell’anno l’agente Cui della Stazione di polizia di Maluwan l’ha prelevata a casa e l’ha condotta al centro di detenzione. Durante la visita medica obbligatoria le è stata riscontrata ipertensione e segni di infarto.
Il centro di detenzione ha rifiutato di accoglierla ed è stata riportata a casa.
Nel pomeriggio del 17 aprile quattro agenti della Stazione di polizia di Maluwan hanno fatto irruzione nell’abitazione di Liang, affermando che il Tribunale intermedio della città di Shenyang aveva ordinato che iniziasse a scontare la pena. Quando lei si è rifiutata di seguirli gli agenti hanno minacciato di tornare il giorno successivo.
La polizia non si è presentata il giorno successivo, ma è tornata il 13 maggio per portarla via in barella; attualmente è ancora ricoverata presso l’Ospedale di Zhonghe.
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