(Minghui.org) Il sito Minghui in precedenza aveva riportato le tre udienze relative al processo congiunto, a carico di quattro praticanti del Falun Gong, tenutosi nella città di Harbin nella provincia dell'Heilongjiang. Il presente articolo fornisce gli ultimi aggiornamenti.

Il 21 agosto dell'anno scorso, durante un'operazione di polizia contro i praticanti locali, sono stati arrestati la signora Li Hongmei, di 65 anni, la signora Liu Shuzhen, di circa 70 anni, il signor Shi Zuosheng, di 74 anni e sua moglie, la signora Chen Xiumei, di 54 anni.

La signora Li Hongmei

L’agente Sun Chuanpeng, durante l’interrogatorio ha minacciato di perseguitare la signora Li fino alla morte. Al suo avvocato non è stato permesso di esaminare il fascicolo del caso.

Il Dipartimento di polizia del distretto di Acheng ha unito il caso di Hongmei a quello degli altri tre praticanti, nonostante le loro obiezioni. Il procuratore Yang Liying, della Procura del distretto di Acheng, li ha incriminati senza verificare le prove fornite dalla polizia.

Il Tribunale del distretto di Acheng il 30 marzo scorso ha tenuto la prima udienza. Secondo quanto riportato in precedenza, si sarebbe trattato di un’udienza in presenza, ma sono emerse nuove informazioni secondo cui si è svolta in modalità virtuale, nonostante l’opposizione dei quattro praticanti. Per legge, un giudice non può tenere un’udienza virtuale senza il consenso dell’imputato.

A causa della grave perdita dell’udito della signora Chen e della scarsa connessione a Internet, che causava immagini sfocate e desincronizzazione audio-video, il giudice Wang Weichen ha dovuto interrompere la prima udienza mentre era ancora in corso.

Il sito Minghui aveva precedentemente riportato che la seconda udienza era prevista per il 13 aprile scorso. L’udienza si è tenuta in modalità virtuale e i volti dei praticanti non sono stati mostrati sullo schermo dell’aula del tribunale. Gli ultimi aggiornamenti rivelano che tale udienza in realtà non ha mai avuto luogo, poiché tre dei praticanti si sono rifiutati di partecipare per protestare contro il ripetuto rifiuto da parte del giudice Wang delle loro richieste di udienze in presenza. Wang ha chiamato più volte il centro di detenzione, ma i praticanti hanno mantenuto la loro decisione e 40 minuti dopo il giudice ha annullato l’udienza.

La terza udienza, che si è svolta nuovamente in modalità virtuale nonostante le obiezioni dei praticanti, ha avuto luogo come previsto il 29 aprile scorso. La signora Li ha contestato l’udienza virtuale perché non le avrebbe consentito di testimoniare pienamente in propria difesa, come invece sarebbe stato possibile durante una seduta in presenza. Le guardie non l’hanno costretta a partecipare, ma hanno mentito al giudice Wang, affermando che lei si era rifiutata di partecipare all’udienza virtuale perché si riteneva innocente.

Notizie precedenti indicavano che Li avrebbe potuto essere processata di persona in un’udienza separata, mentre informazioni più recenti indicano che il giudice Wang l’ha processata in sua assenza il 29 aprile.

Tutti e quattro i praticanti rimangono in detenzione e sono in attesa dei verdetti.

La signora Liu e il signor Shi nel novembre 2004, in seguito al loro arresto, erano stati entrambi condannati a due anni di lavori forzati. La signora Li in passato era stata arrestata quattro volte e aveva scontato due periodi di lavori forzati, per un totale di quattro anni. La madre (sulla settantina) e il fratello (43 anni), entrambi praticanti del Falun Gong, sono morti rispettivamente nel 2000 e nel 2002 a causa della persecuzione.

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