(Minghui.org) Minghui aveva già riportato la notizia della morte del signor Zhao Jiyuan, avvenuta il 4 luglio dell’anno scorso, mentre stava ancora scontando una pena di sette anni e mezzo per la sua fede nel Falun Gong. In questo articolo presentiamo ulteriori informazioni sulle torture subite nel Carcere di Jinzhou dal signor Zhao, di 72 anni della città di Shenyang nella provincia del Liaoning, nonché sulle persecuzioni subite in precedenza.

Il signor Zhao Jiyuan

Un tumore allo stomaco in stadio avanzato è scomparso dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong

Il signor Zhao lavorava presso la Quarta società di ingegneria edile di Shenyang. Nel mese di luglio 1998, all’età di 45 anni, gli è stato diagnosticato un tumore allo stomaco in stadio avanzato. Non riusciva a trattenere il cibo e vomitava anche se beveva solo acqua. Il 31 dicembre 1998, quando era ormai in fin di vita dopo nove giorni senza mangiare, ha guardato la registrazione video delle lezioni del Falun Gong. La mattina seguente gli è tornato l’appetito ed è riuscito di nuovo a mangiare normalmente. Quando è tornato in ospedale per un controllo, il medico è rimasto sbalordito nel constatare che il tumore era completamente scomparso.

Profondamente grato al Falun Gong per avergli salvato la vita, il signor Zhao trascorreva la maggior parte del suo tempo libero leggendo le conferenze del Falun Gong e praticando gli esercizi. Vivendo secondo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, Jiyuan è divenuto una persona migliore, più gentile e più premurosa. Ha smesso di fumare e di giocare a mahjong. Anche il rapporto teso con la sua famiglia è migliorato.

Panoramica sulla persecuzione

Dopo che il Partito Comunista Cinese ha lanciato la persecuzione del Falun Gong nel 1999, il signor Zhao è rimasto saldo nella sua fede ed è stato ripetutamente preso di mira. Inizialmente è stato licenziato dal suo datore di lavoro e, nel mese di ottobre 1999, è stato condannato a un anno lavori forzati. In seguito a un altro arresto, avvenuto il 27 febbraio 2001, è stato condannato a sette anni e ha subito brutali torture in carcere. Dopo essere stato rilasciato, l’uomo ha subito sistematiche vessazioni da parte della polizia, che gli rendevano impossibile condurre una vita normale. Il suo ultimo arresto risale al 10 luglio 2019, e gli è costato una condanna a sette anni e mezzo di prigione, scontati nel Carcere di Jinzhou, dov’è stato torturato a morte.

Durante la sua ultima pena detentiva, il signor Zhao ha ricevuto i pagamenti pensionistici solo per due anni, dal 2019 al 2021. L’ufficio di previdenza sociale ha sostenuto che, in base a una nuova politica, i pensionati condannati non hanno diritto ad alcuna prestazione pensionistica (anche se non esiste alcuna disposizione del genere nella legislazione cinese sul lavoro) e i pagamenti provenivano dai contributi versati dallo stesso signor Zhao dopo il suo licenziamento nel 1999.

Dopo la sua morte, la famiglia del signor Zhao ha presentato domanda di rimborso delle spese funerarie, che ammontavano a quasi 40.000 yuan (cica 5.130 euro), che in Cina sono spesso coperte da un fondo di previdenza sociale e dal datore di lavoro. L’ufficio di previdenza sociale ha costretto la sua famiglia a restituire i 51.000 yuan (cica 6.540 euro) di pensione, che il signor Zhao aveva ricevuto tra il 2019 e il 2021, prima di erogare il rimborso delle spese funerarie. I familiari sono stati costretti a ottemperare.

Condannato a sette anni nel 2001

In seguito all’inizio della persecuzione nel luglio 1999, il signor Zhao si è recato tre volte a Pechino per fare appello al diritto di praticare il Falun Gong, ma ogni volta è stato arrestato e detenuto. Nel mese di ottobre 1999 gli è stata inflitta una pena di un anno, trascorsa in un campo di lavoro, con l’accusa di “aver turbato l’ordine sociale”. Nel mese di dicembre 1999 l’uomo è stato trasferito al Centro per il lavaggio del cervello di Longshan, e nel mese di giugno 2000 è stato rilasciato.

Il 27 febbraio 2001 il signor Zhao è stato nuovamente arrestato per aver parlato alla gente del Falun Gong. Il tribunale locale lo ha inizialmente condannato a cinque anni. Poiché ha risposto “Sì”, quando gli è stato chiesto se intendesse presentare ricorso, il giudice ha aumentato la sua pena di due anni. Poco dopo Jiyuan è stato rinchiuso nella Seconda Prigione della città di Shenyang.

Poiché praticava gli esercizi del Falun Gong, nel mese di marzo 2002 il signor Zhao è stato tenuto per 23 giorni in cella d’isolamento, una stanza buia di circa quattro metri quadrati. Per lo stesso motivo, è stato nuovamente tenuto in isolamento dal 24 agosto al 21 settembre 2002.

Durante la detenzione in isolamento, Jiyuan veniva spesso ammanettato, incatenato ed era costretto a dormire sul pavimento. Gli venivano dati due pasti al giorno: un panino cotto al vapore, con un cucchiaio di farina di mais e alcuni sottaceti. Non gli venivano fornite posate e doveva mangiare con le mani. Le guardie gli impedivano anche di lavarsi i denti, il viso o le mani, di fare la doccia e di cambiarsi i vestiti. Era costretto a restare seduto sul pavimento con le gambe distese, per 16 ore al giorno. I detenuti lo picchiavano e lo insultavano a loro piacimento. Lo colpivano anche con i bastoni elettrici e lo appendevano per i polsi.

Tra il 1° luglio e il 1° settembre 2003 il signor Zhao è stato tenuto in isolamento per la terza volta, per aver chiesto alla guardia di restituirgli la lezione del Falun Gong che gli era stata confiscata.

Il 16 giugno 2006 si è rifiutato di indossare l’uniforme da detenuto ed è stato tenuto in isolamento per la quarta volta. Ci è rimasto per una settimana.

Nel mese di luglio 2006 il signor Zhao e altri praticanti del Falun Gong hanno iniziato uno sciopero della fame collettivo, in segno di protesta, e sono stati trasferiti alla prima divisione. All’uomo sono state inoltre negate le visite dei familiari.

Jiyuan è stato tenuto in isolamento altre due volte, dal 1° al 15 gennaio 2007 e dal 25 gennaio all’8 febbraio 2007, per aver praticato gli esercizi del Falun Gong.

Durante una visita dei familiari, una guardia ha riferito che il signor Zhao era rimasto in silenzio mentre veniva sottoposto a una tortura di stiramento estremo.

Il 26 febbraio 2008, giorno previsto per il rilascio del signor Zhao, alcuni funzionari del comitato di quartiere hanno tentato di condurlo alla stazione di polizia, su ordine dell’Ufficio 610. I suoi familiari hanno opposto una forte resistenza e sono riusciti a riportarlo a casa.

Negli anni successivi, la polizia ha molestato regolarmente il signor Zhao, monitorando anche la sua vita quotidiana.

Condannato a sette anni e mezzo nel 2019

L’ultimo arresto del signor Zhao è avvenuto il 10 luglio 2019, durante un’operazione di polizia contro i praticanti locali del Falun Gong. All’uomo sono stati confiscati il computer, la stampante, i libri del Falun Gong e 10.000 yuan (circa 1.280 euro) in contanti. Anche sua moglie, la signora Li Xiujie, è stata arrestata e trattenuta nel Centro di detenzione della città di Shenyang, fino al 2 agosto dello stesso anno.

Nel Centro di detenzione del distretto di Heping, il signor Zhao è stato picchiato dalle guardie. Il 1° agosto gli è stato notificato un mandato di arresto formale, e il 25 ottobre è stato incriminato.

Durante l’udienza presso il tribunale locale, che si è tenuta il 10 dicembre 2019, il giudice Zheng Qi ha tentato di costringerlo a dichiararsi colpevole. “Se ti dichiari colpevole, ti verranno inflitti tre anni; altrimenti, da sette a 10 anni”, gli ha detto.

Il signor Zhao si è rifiutato di cedere e il 20 dicembre è stato condannato a sette anni e mezzo di prigione, oltre a una multa di 50.000 yuan (circa 6.420 euro). Jiyuan ha presentato ricorso presso il Tribunale intermedio della città di Shenyang, che il 23 marzo 2020 ha confermato la sentenza originaria.

Torturato a morte in prigione

Il 16 luglio 2020 il signor Zhao è stato portato nel Carcere della città di Shenyang, e il 20 agosto è stato trasferito alla 20ª divisione del Carcere di Jinzhou. Poiché si è rifiutato di rinnegare il Falun Gong, gli sono state negate le visite e le telefonate con la famiglia, e gli è stato concesso di spendere solo 100 yuan (circa 13 euro) al mese per i beni di prima necessità. Prima della sua morte, è stato concesso ai suoi familiari di fargli visita solo cinque volte: una poco dopo il suo ingresso in prigione e due ciascuna nel 2024 e l’anno scorso. Per tre anni, durante la pandemia di COVID-19, gli sono state concesse solo due telefonate con la famiglia, ciascuna della durata di pochi minuti.

Quando, durante la telefonata, i suoi familiari hanno chiesto al signor Zhao se fosse stato torturato, lui non ha osato rispondere. Anche quando sono andati a trovarlo di persona, ha fatto loro cenno di non fare domande delicate, altrimenti avrebbero potuto mettersi nei guai. I familiari hanno riferito di aver versato altri 1.000 yuan (circa 130 euro) sul suo conto commissariale. Lui ha scosso la testa, dicendo: “Non fatelo più! Non posso spenderli”.

Nel mese di giugno 2024 il direttore Gao della 20ª Divisione ha chiamato i familiari del signor Zhao per comunicare che quest’ultimo soffriva d’ipertensione. Sebbene sia stato permesso loro di fargli visita poco dopo (si trattava della loro seconda visita dal momento del suo ingresso in prigione), le guardie hanno confiscato il foglio con le domande che avevano preparato. Quando gli hanno chiesto cosa avesse mangiato e come si sentisse, Jiyuan è rimasto in silenzio.

Dopo la visita, Gao ha mostrato alla famiglia i referti della pressione arteriosa del signor Zhao. Alcune misurazioni riportavano valori di 280/220 mmHg, 280/240 mmHg o 260/220 mmHg (il range normale è 120/80 mmHg o inferiore). Ha incolpato il signor Zhao di non aver assunto i farmaci, esortando i familiari a firmare una liberatoria, per sollevarlo da ogni responsabilità qualora fosse successo qualcosa al signor Zhao. I familiari si sono rifiutati di firmare, sospettando che fossero in realtà le torture la causa dell’ipertensione persistente del signor Zhao.

La famiglia si è offerta di acquistare alcuni integratori, ma Gao non glielo ha permesso, dicendo: “Non spetta a voi decidere cosa deve mangiare. Deve essere approvato dai superiori”.

Gao ha aggiunto che il medico del carcere aveva dato loro istruzioni di somministrare a forza i farmaci al signor Zhao, e che non sarebbero stati ritenuti responsabili qualora fosse successo qualcosa.

I familiari hanno chiesto che il loro caro fosse rilasciato per motivi di salute, ma Gao ha affermato che non c’era alcuna possibilità che la richiesta venisse approvata. Ha riconosciuto che il signor Zhao era una persona gentile, ma poiché praticava il Falun Gong, non avrebbero avuto pietà. “La richiesta sarebbe stata approvata immediatamente, se fosse stato un ladro o un rapinatore”, ha detto.

Solo quattro giorni dopo il carcere ha chiamato nuovamente la famiglia, comunicando che il signor Zhao aveva perso conoscenza, in seguito a un ictus. L’uomo è stato portato in ospedale per essere rianimato ed è stato dimesso il giorno successivo.

Nel mese di luglio 2024 è stato permesso ai familiari di fargli nuovamente visita. L’uomo ha detto di avere le gambe deboli. I familiari gli hanno chiesto cosa sentisse e lui ha risposto di non saperlo. Prima della fine della visita, hanno picchiettato sul vetro e il signor Zhao ha fatto lo stesso. La guardia di servizio ha affermato che tale interazione non era consentita e ha vietato ai familiari di fargli visita fino alla fine dell’anno. Nello stesso periodo, i familiari hanno potuto effettuare solo poche telefonate con il signor Zhao, ciascuna della durata di due o tre minuti. Il volume della chiamata era molto basso e riuscivano a sentire a malapena ciò che diceva.

Prima del Capodanno cinese dell’anno scorso, i familiari hanno presentato una richiesta di visita. Il carcere non l’ha approvata fino alla vigilia di Capodanno, il 28 gennaio. I familiari gli hanno detto che stavano contando i giorni che mancavano al suo rilascio, previsto per gennaio 2027.

All’inizio di marzo dell’anno scorso il figlio del signor Zhao ha chiamato il carcere, per presentare una richiesta di visita. Le guardie hanno risposto che era stato trasferito alla 17ª divisione. Il direttore Niu, di tale divisione, ha approvato la richiesta di visita dopo aver appreso che il figlio del signor Zhao non lo vedeva da cinque anni.

Durante la visita del 5 marzo dell’anno scorso il figlio del signor Zhao si è rattristato nel vederlo emaciato. Gli ha chiesto se fosse stato torturato o privato del cibo. Prima che il signor Zhao potesse dire una parola, la guardia in piedi accanto a lui ha affermato che nessuno lo aveva torturato, ordinando persino al signor Zhao di confermare se fosse vero. Il signor Zhao ha detto nuovamente che le sue gambe erano ancora deboli.

I familiari hanno nuovamente presentato richiesta affinché il signor Zhao fosse rilasciato per motivi di salute. Niu ha risposto di non poter prendere quella decisione.

Il 16 aprile è stato concesso ai familiari di far visita nuovamente al signor Zhao. L’uomo indossava gli infradito e un paio di pantaloni leggeri. Camminava molto lentamente. Sembrava giù di morale e, durante l’incontro, non ha parlato molto. Nessuno in famiglia avrebbe potuto immaginare che quella sarebbe stata l’ultima volta che lo avrebbero visto vivo.

Alle 2:00 di notte del 21 aprile dell’anno scorso il carcere ha chiamato la famiglia del signor Zhao, comunicando che si trovava in condizioni critiche e che il medico stava per operarlo. La persona che ha chiamato ha spiegato che le sue condizioni erano legate a complicazioni dovute all’ictus e che gli era stata diagnosticata anche la leucemia. La famiglia ha chiesto di poterlo vedere, ma la persona al telefono ha risposto che dovevano presentare una richiesta.

Il 30 aprile dell’anno scorso il carcere ha chiamato nuovamente la famiglia, affermando che il signor Zhao non presentava complicazioni dovute all’ictus, bensì un’infezione polmonare contagiosa. Era ricoverato in un reparto di quarantena, e non era permesso a nessuno di fargli visita.

Dopo la Festa del lavoro (1° maggio), i familiari hanno chiamato il carcere, per avere aggiornamenti sulle condizioni del loro caro. Niu ha riferito che era ricoverato in un reparto di terapia intensiva. La famiglia si è offerta di portargli del cibo, ma la richiesta è stata nuovamente respinta.

“È ancora cosciente?”, hanno chiesto i familiari.

“È sveglio. Mangia tutto ciò che gli viene somministrato in ospedale. Non vi sarebbe permesso portargli del cibo; è meglio che non veniate. È appena uscito dal reparto di quarantena e potreste comunque contrarre l’infezione”.

Verso la fine di maggio dell’anno scorso il direttore Niu ha chiamato nuovamente la famiglia, comunicando che le condizioni del signor Zhao erano ulteriormente peggiorate, sia a causa dell’ictus che di una trombosi cerebrale. I familiari hanno chiesto ancora una volta di poterlo vedere. Niu ha nuovamente respinto la richiesta, dicendo: “Le infermiere lo tengono sotto osservazione. Mangia quello che gli viene servito dall’ospedale. Qui nessuno ha voce in capitolo”.

I familiari hanno chiesto maggiori dettagli sulle sue condizioni. Niu ha risposto: “È chiaro che riesce ancora a pensare. Tiene gli occhi chiusi e non parla. C’è sicuramente qualcosa che non va nella sua gamba sinistra. Non ha alcuna sensibilità, nemmeno quando viene pizzicata. La gamba destra è sana”.

“Non ci lasciate vederlo nemmeno se versa in queste condizioni?”.

Niu ha insistito affinché non andassero, e si limitassero ad attendere aggiornamenti da parte sua.

Quattro giorni dopo sono stati informati che il signor Zhao era stato rianimato altre due volte, ma non è stato loro permesso di fargli visita.

Intorno alle 7:00 del 4 luglio dell’anno scorso Niu ha chiamato ancora una volta, dicendo che il signor Zhao, la notte precedente, era quasi morto. Quando hanno chiesto in quale ospedale fosse ricoverato, Niu si è rifiutato di rispondere, anche se ha affermato che avrebbero dovuto prepararsi ad acquistare i biglietti del treno per Jinzhou.

Appena 30 minuti dopo, Niu ha chiamato di nuovo e ha esortato la famiglia a recarsi immediatamente sul posto. La famiglia ha spiegato di aver acquistato i biglietti del treno per le 10:00. Niu ha detto che l’ospedale non poteva più trattenere il corpo, ed era in procinto di trasferirlo alle pompe funebri. Ha aggiunto che potevano recarsi direttamente lì.

Quando i familiari, verso le 14:00, sono arrivati all’agenzia funebre, le autorità li hanno costretti a firmare alcuni documenti, prima di permettere loro di vedere il corpo del signor Zhao.

Quando finalmente lo hanno visto, hanno notato che aveva gli occhi semiaperti. La narice sinistra era molto più grande, probabilmente a causa dell’inserimento prolungato del tubo di alimentazione, e presentava lesioni alle caviglie. Hanno chiesto alla guardia di turno quale fosse la causa delle lesioni alle caviglie. La guardia ha risposto che erano dovute alle catene che indossava.

I familiari hanno cercato di vedere la schiena del signor Zhao, ma un medico li ha fermati, dicendo che aveva due piaghe da decubito sui glutei. Ha ammesso che il signor Zhao aveva sofferto terribilmente nei suoi ultimi giorni.

Il carcere ha costretto i familiari a firmare un modulo di consenso, affinché il suo corpo venisse cremato il giorno stesso. Questi erano sconvolti, per aver perso una persona cara in questo modo.

Articoli correlati:

Liaoning: Uomo di 71 anni muore in prigione mentre sconta una pena di sette anni e mezzo per la sua fede nel Falun Gong

Liaoning: Uomo versa nuovamente in condizioni critiche mentre sconta una condanna a sette anni e mezzo di reclusione perché pratica il Falun Gong

Liaoning: Praticante in condizioni critiche dopo essere stato torturato in prigione

Once Imprisoned for 7 Years, Liaoning Man Sentenced Again to 7.5 Years for His Faith