(Minghui.org) La signora Yan Ping, un'ex insegnante di scuola elementare della contea di Boluo, nella provincia del Guangdong, è scomparsa il 13 marzo 2020. Soltanto a giugno 2020 la sua famiglia ha confermato che è stata arrestata e trattenuta presso il centro di detenzione Meihua. La polizia, prima di arrestarla, aveva monitorato le sue attività quotidiane per un po'.

Yan, alla fine di gennaio dello scorso anno, è stata condannata a due anni e tre mesi. Ha fatto appello al tribunale intermedio della città di Huizhou, che ha stabilito di confermare il suo verdetto originale. Nel mese di novembre è stata portata nella prigione femminile della provincia del Guangdong.

Questa è la sesta volta che Yan viene arrestata per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999. Prima della sua ultima condanna, aveva scontato un anno di lavori forzati, un anno e mezzo di prigione e quasi un anno in un centro per il lavaggio del cervello. Ha subito brutali torture e, quando è stata rilasciata dalla prigione nel 2017, i suoi capelli erano diventati completamente bianchi.

Yan era molto popolare tra i suoi studenti, ma l’ufficio per l’istruzione l'ha licenziata nel 2016, perché si era rifiutata di rinunciare alla sua fede.

Due decenni di arresti, detenzioni e torture

Yan, originaria della città di Macheng, nella provincia dell’Hubei, è stata arrestata per la prima volta nel dicembre 2000 per aver fatto appello per il Falun Gong a Pechino. Dopo essere stata riportata a Macheng, gli agenti di polizia l'hanno presa a calci e costretta ad inginocchiarsi, dopodiché un agente le ha strappato gran parte dei capelli. È stata reclusa per quattro mesi e costretta a pagare 2.100 yuan (circa 300 euro) al centro di detenzione come spese di soggiorno.

Yan è stata nuovamente arrestata il 29 settembre 2002, per aver parlato con persone al di fuori di un cinema che proiettava film diffamatori del Falun Gong. Nel centro di detenzione di Macheng ha tenuto uno sciopero della fame per protestare contro la persecuzione illegale ed è stata sottoposta ad alimentazione forzata. Aprendole la bocca le guardie le hanno rotto molti denti. L'hanno anche legata in una posizione ad aquila aperta sul letto della morte, fino a farle perdere conoscenza.

La polizia, in seguito, ha inviato Yan al campo di lavoro forzato di Shayang per scontare un anno. Le guardie a volte la privavano del sonno e la costringevano a stare in piedi o accovacciata tutto il giorno. È stata anche costretta a svolgere un lavoro intensivo non retribuito, inclusi lavori agricoli, produzione di auricolari e luci di Natale. Le guardie non la lasciavano dormire se non aveva ultimato la sua quota giornaliera di lavoro.

Yan successivamente si è trasferita, con suo marito, nella contea di Boluo, nella provincia del Guangdong. È stata arrestata il 21 luglio 2011 per aver distribuito materiale informativo sul Falun Gong.

La polizia ha perquisito la sua abitazione davanti al marito e al figlio che frequentava la prima media. Il ragazzo era così spaventato che non è riuscito a mangiare per un giorno intero, ed anche suo marito era molto stressato dopo il suo arresto: il suo peso è diminuito in pochi giorni e appariva vecchio e stanco.

Ad agosto Yan è stata mandata al centro per il lavaggio del cervello Sanshui nella città di Guangdong, dov’è stata trattenuta per quasi un anno. Durante il giorno veniva costretta a guardare video diffamatori del Falun Gong, e veniva monitorata da due membri dello staff 24 ore su 24. La scuola in cui prestava servizio le ha tratttenuto la retribuzione di merito di 10.000 yuan (circa 1.400 euro).

Le autorità hanno continuato a molestarla di tanto in tanto e le hanno chiesto di scrivere "rapporti di pensiero" per riflettere sui suoi "errori" nella pratica del Falun Gong.

La donna è stata nuovamente arrestata il 23 aprile 2016, per aver studiato gli insegnamenti del Falun Gong con i praticanti locali. Poiché ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l'arresto arbitrario, le guardie del centro di detenzione le hanno incatenato mani e piedi in modo che non potesse alzarsi in piedi. Quando hanno allentato le catene poche settimane dopo, non poteva più stare in piedi, né camminare.

Illustrazione della tortura: mani e piedi in catene

Il 19 settembre 2016, il tribunale distrettuale di Huicheng ha tenuto un'udienza segreta senza informare la famiglia di Yan. È comparsa in tribunale su una sedia a rotelle.

Il giudice ha condannato la praticante ad un anno e mezzo di prigione, con una multa di 5.000 yuan (circa 700 euro). Il 16 gennaio 2017, due giorni prima del suo trasferimento nella prigione femminile di Guangzhou, l'ufficio per l'istruzione della contea di Boluo ha licenziato Yan. Il tribunale, per farle pagare la multa, ha anche congelato il suo conto in banca.

In prigione, Yan è stata costantemente privata del sonno, le è stato negato l'uso del bagno ecostretta a svolgere lavori non retribuiti. A volte le guardie la costringevano a rimanere è seduta su un piccolo sgabello senza potersi muovere per lunghi periodi di tempo, e a volte la costringevano a copiare a mano materiali per il lavaggio del cervello. Le dita della sua mano destra sono quasi diventate invalide a causa di questa tortura.

Quando Yan è stata rilasciata dalla prigione, i suoi capelli erano diventati grigi e spesso soffriva di mal di testa, vertigini e sudorazione eccessiva, eppure le autorità hanno continuato a molestarla ed hanno installato diverse telecamere di sorveglianza fuori dal suo appartamento.

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