(Minghui.org) Lo scorso mese di agosto Minghui è venuto a conoscenza di 388 casi di praticanti del Falun Gong perseguitati per la loro fede; più precisamente 14 decessi, 52 condanne a pene detentive comprese tra uno e nove anni, 192 arresti e 130 episodi di vessazioni.
A causa della rigida censura in Cina, la raccolta e la diffusione delle informazioni subiscono spesso ritardi. Alcuni dei casi recentemente segnalati si sono verificati quest’anno, mentre altri risalgono agli anni precedenti.
Di seguito è riportata una selezione di alcuni episodi di persecuzione.
Decessi
Yunnan: Praticante di 65 anni incarcerata a causa della sua fede muore due giorni prima del rilascio
Il 9 settembre dell’anno scorso la signora Pu Baoyu, di 65 anni della città di Kunming nella provincia dello Yunnan, è deceduta improvvisamente, due giorni prima della fine della sua pena detentiva di sei anni e quattro mesi per la sua fede nel Falun Gong.
Il Secondo Carcere femminile della provincia dello Yunnan si è rifiutato di fornire qualsiasi dettaglio riguardo alla morte della signora Pu. Non è chiaro nemmeno se sia stato restituito il suo corpo ai familiari.
Secondo una fonte interna, alla signora Pu sono state somministrate sostanze tossiche per via endovenosa, una pratica comune imposta ai praticanti del Falun Gong che si rifiutano di rinnegare la propria fede.
Gli agenti dell’Ufficio per la sicurezza interna del distretto di Guandu hanno sorvegliato la signora Pu per mesi, prima di arrestarla il 12 maggio 2019. Successivamente, la donna è stata condannata a sei anni e quattro mesi di pena detentiva, e rinchiusa nel Secondo Carcere femminile della provincia dello Yunnan. La sua famiglia è stata tenuta all’oscuro del procedimento a suo carico e del suo ingresso in prigione.
La mattina del 9 settembre dell’anno scorso le compagne di cella della signora Pu si sono svegliate, scoprendo che aveva smesso di respirare. L’ora esatta della sua morte è sconosciuta.
Heilongjiang: Uomo di 79 anni muore a causa delle torture subite in un centro di detenzione
Il signor Yao Xingqi, della città di Qiqihar, nella provincia dell’Heilongjiang, è entrato in coma dopo essere stato torturato mentre era detenuto per la sua fede nel Falun Gong. Otto giorni dopo il suo arresto, l’uomo è stato rilasciato in fin di vita. Un mese dopo, è deceduto a casa all’età di 79 anni.
L’11 maggio scorso il signor Yao, pensionato di un gruppo industriale di macchinari pesanti, si è recato alla Stazione di polizia di Beixing, per chiedere la restituzione dei libri del Falun Gong che gli erano stati confiscati durante un precedente arresto in data sconosciuta. Anziché restituirgli i libri, il giorno successivo gli agenti lo hanno arrestato nella sua abitazione e lo hanno condotto al Primo Centro di detenzione della città di Qiqihar.
Il 21 maggio il signor Yao è entrato in coma, a causa delle torture subite nel centro di detenzione, ed è stato portato in ospedale. Da allora è rimasto in condizioni di estrema debolezza. Il 29 maggio l’uomo è stato rimandato a casa, dov’è deceduto il 24 giugno.
La signora Sun Shuhua, di Tianjin, ha sofferto di gravi problemi di salute dopo aver scontato un mandato in un campo di lavoro e una pena detentiva per la sua fede nel Falun Gong. Il 6 luglio scorso è deceduta a causa di un ictus, solo sei mesi dopo essere stata rilasciata dalla prigione. Shuhua aveva 59 anni.
La signora Sun era stata condannata a un anno e due mesi di lavori forzati, in seguito a un arresto avvenuto il 13 aprile 2009. Nel Campo di lavoro forzato femminile di Tianjin, la donna è stata brutalmente torturata e costretta a lavorare. Ogni volta che suo marito andava a trovarla, le guardie del campo di lavoro gli ordinavano di portare con sé i loro due figli piccoli, nel tentativo di farle pressione affinché rinnegasse la propria fede. I figli hanno sofferto il mal d’auto durante il lungo viaggio, e si sono abbandonati a un pianto ininterrotto nel vedere la madre dietro le sbarre. Il marito della signora Sun l’ha incolpata di tutte le difficoltà accadute alla famiglia. Lei è rimasta ferma nella sua fede e la pena le è stata prolungata di due giorni. Il 15 giugno 2010 Shuhua è stata rilasciata.
La polizia ha continuato a molestare la signora Sun. Nel mese di giugno 2011 sette agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, alla ricerca di un computer che, secondo loro, la donna avrebbe usato per scrivere e inviare articoli sulla sua persecuzione al sito Minghui. I suoi suoceri, che vivevano con lei, erano così traumatizzati da non riuscire a parlare.
Un’agente donna ha minacciato la signora Sun, intimandole di non inviare articoli a Minghui, altrimenti l’avrebbero nuovamente presa di mira. Il giorno successivo altri due agenti sono tornati per molestarla. Poco dopo, si sono presentati due funzionari governativi che hanno cercato di costringere la signora Sun a rinnegare la propria fede. Nel 2014 quattro agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, senza esibire né documenti d’identità né un mandato di perquisizione. Sua suocera ha tremato di paura ancora una volta.
Il 19 luglio 2024 la signora Sun è stata nuovamente arrestata e, in seguito è stata condannata a un anno e mezzo di prigione, oltre a una multa di 10.000 yuan (circa 1.310 euro). Durante la detenzione, la donna è stata brutalmente torturata. Dopo il suo rilascio, avvenuto nel gennaio scorso, la signora Sun ha sofferto di una grave forma d’ipertensione. Sei mesi dopo è deceduta in seguito a un ictus.
Lo scorso 19 luglio il signor Gao Yumin, di 59 anni della città di Fuxin nella provincia del Liaoning, è deceduto, nove anni dopo aver ricevuto un’iniezione tossica, mentre stava scontando una pena di tre anni e mezzo per la sua fede nel Falun Gong.
Il signor Gao era un ex funzionario del Dipartimento di polizia della città di Fuxin. Aveva notato che i praticanti del Falun Gong detenuti dalla polizia non erano affatto come venivano descritti nella propaganda diffamatoria del Partito Comunista Cinese. Così anche lui ha iniziato a praticare il Falun Gong e ben presto ha smesso di fumare, bere e giocare d’azzardo. Inoltre, è divenuto un marito premuroso nei confronti della moglie, affetta da disturbi mentali.
Il 6 novembre 2013 l’uomo è stato arrestato per aver distribuito materiale informativo del Falun Gong. Dopo aver intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta, è stato picchiato e alimentato a forza. È diventato estremamente debole e, due mesi dopo è stato rilasciato su cauzione.
Il 21 febbraio 2014 il signor Gao è stato nuovamente arrestato e, il 14 marzo, è stato condannato a cinque anni dal Tribunale della contea di Zhangwu. L’uomo ha presentato ricorso in appello e la sua pena è stata ridotta a tre anni e mezzo. Il 7 novembre 2014 è stato rinchiuso nel Primo Carcere di Shenyang. All’epoca era ormai estremamente debilitato, dopo aver condotto uno sciopero della fame per oltre 20 giorni. Il carcere lo ha comunque preso in custodia, nonostante la visita medica obbligatoria avesse evidenziato insufficienza renale, danni epatici, problemi cardiaci, visione offuscata e altre patologie.
Le guardie picchiavano spesso il signor Gao e lo colpivano al volto con le scarpe. Spesso veniva percosso alle gambe con i bastoni elettrici, quando praticava gli esercizi del Falun Gong. L’uomo ha intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta ed è stato alimentato a forza. Un testimone ha riferito di averlo visto, a un certo punto, incapace di restare in piedi e costretto a strisciare sul pavimento. Altri detenuti hanno raccontato che una volta è stato portato all’ospedale 739 di Shenyang, dove gli sono state diagnosticate gravi aderenze gastrointestinali.
Due mesi prima della scadenza della sua pena, prevista per il mese di giugno 2017, le guardie hanno iniettato al signor Gao una dose massiccia di barbital, un depressivo del sistema nervoso centrale. Lo hanno messo in cella d’isolamento e lo hanno selvaggiamente picchiato.
Il signor Gao ha subito gravi effetti collaterali a causa dell’iniezione tossica. L’uomo aveva lo sguardo assente, il corpo rigido e non riusciva a distendere gli arti. Il sangue fuoriusciva da diverse ferite. Non riusciva a mangiare, era confuso e aveva le feci scure.
Quando i suoi familiari sono stati finalmente informati della sua situazione, una settimana dopo l’iniezione, sono rimasti sconvolti nel vederlo in uno stato quasi vegetativo. Le guardie, tuttavia, hanno affermato che si era ridotto in quelle condizioni, dopo aver intrapreso uno sciopero della fame.
La famiglia del signor Gao ha consegnato un campione delle sue urine all’Istituto provinciale di controllo e analisi dei farmaci del Liaoning, che ha rilevato la presenza di barbital nel suo organismo.
Le autorità carcerarie hanno promesso di rilasciare in anticipo il signor Gao, se i suoi familiari avessero accettato di rinunciare al proprio diritto costituzionale di chiedere giustizia. I familiari si sono fermamente rifiutati di accettare e hanno preteso che gli fosse prestata assistenza medica. Alla fine, l’uomo è stato portato all’Ospedale centrale di Fuxin, dove ha trascorso le ultime due settimane della sua pena detentiva.
Il carcere aveva inizialmente promesso di risarcire la sua famiglia, ma il Comitato per gli Affari Politici e Legali della provincia di Liaoning e l’Ufficio 610 hanno respinto la proposta. Yu Yang e Wang Qiubo, del Comitato per gli Affari Politici e Legali di Fuxin, hanno affermato: “Non possiamo offrire alcun risarcimento, in quanto verrebbe considerata un’ammissione di colpa”.
Il signor Gao ha continuato a subire gli effetti dell’iniezione anche dopo essere stato dimesso dall’ospedale nel mese di giugno 2017. Aveva bisogno di infusioni di alimenti liquidi per sopravvivere. La sua famiglia ha assunto assistenti, per prendersi cura di lui giorno e notte. Molto tempo prima era stato licenziato dal suo lavoro e i familiari faticavano a coprire i costi delle cure a lungo termine. Le sue capacità intellettive erano simili a quelle di un bambino di tre anni.
I funzionari del Comitato per gli Affari Politici e Legali e dell’Ufficio 610 li sorvegliavano da vicino e li avvertivano di non rivelare a nessuno la sua terribile esperienza.
Il 19 luglio di quest’anno il signor Gao è deceduto.
Praticanti condannati alla prigione
Chongqing: Praticante di 88 anni condannata in segreto al carcere per la sua fede nel Falun Gong
Tra i mesi di marzo e giugno di quest’anno la signora Zhu Yugui, di 88 anni residente a Chongqing, è stata condannata in segreto alla prigione. Attualmente sta scontando la pena nel Carcere femminile di Zouma.
La signora Zhu è stata arrestata nel mese di marzo 2023, sospettata dalla polizia di utilizzare banconote su cui erano stampate informazioni relative al Falun Gong. Sebbene sia stata rilasciata, ha dovuto affrontare un peggioramento delle sue condizioni di salute, a causa dello stress psicologico.
Recentemente le autorità hanno condannato la signora Zhu alla prigione. I dettagli relativi al procedimento a suo carico non sono chiari.
In precedenza, nell’ottobre 2020, la signora Zhu era stata vittima di vessazioni da parte delle autorità, che le avevano ordinato di scrivere dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong. Quando si è rifiutata di obbedire, la polizia ha costretto il figlio adottivo a cacciarla di casa, lasciandola senza un fissa dimora.
Dashiqiao, Liaoning: Nove residenti, tra cui due coppie sposate, condannati a pene fino a nove anni
Lo scorso 11 agosto sono stati condannati otto residenti della città di Dashiqiao, nella provincia del Liaoning. Anche un loro familiare, che non pratica il Falun Gong, è stato condannato per aver avuto rapporti con loro.
Tutti e nove, tra cui due coppie sposate, sono stati arrestati il 25 novembre dello scorso anno e, intorno al mese di marzo di quest’anno, sono stati incriminati. Processati il 16 e il 17 luglio, presso il Tribunale del distretto di Zhanqian, l’11 agosto sono stati ingiustamente condannati.
Il signor Zhang Yuzhen, di 71 anni, è stato condannato a nove anni di prigione e multato di 50.000 yuan (circa 6.550 euro).
La signora Gong Suyan, di 72 anni, moglie del signor Zhang, è stata condannata a otto anni e mezzo di prigione, oltre a una multa di 50.000 yuan.
La signora Wang Zhaomin è stata condannata a sette anni di prigione e multata di 40.000 yuan (circa 5.240 euro).
La signora Xing Dongmei è stata condannata a cinque anni di prigione e multata di 20.000 yuan (circa 2.620 euro). Nel 2001 e poi nuovamente nel mese di luglio 2007, le sono stati inflitti due anni ai lavori forzati.
Il signor Wang Jun è stato condannato a due anni e mezzo di prigione, e multato di 10.000 yuan.
La signora Li Xiuying è stata condannata a due anni di prigione e multata di 10.000 yuan.
Il signor Yang Qiang è stato condannato a un anno e mezzo di prigione, oltre a una multa di 10.000 yuan. In precedenza aveva scontato una pena ai lavori forzati di durata sconosciuta.
Il signor Zhang Bo, che non pratica il Falun Gong ed è figlio del signor Zhang e della signora Gong, è stato condannato a un anno e tre mesi di prigione, oltre a una multa di 10.000 yuan.
La signora Xing Chun’e, moglie del signor Yang, è stata condannata a sei mesi e multata di 5.000 yuan (circa 660 euro). In precedenza, nel marzo 2001, le era stata inflitta una pena ai lavori forzati di durata sconosciuta e, il 16 settembre 2009 era stata nuovamente arrestata.
Casi di arresto e molestie
Liaoning: Coppia nuovamente presa di mira per la propria fede, il marito è ancora detenuto
L'11 agosto scorso due coniugi residenti a Dalian, nella provincia del Liaoning, hanno subito una perquisizione domiciliare. Il marito è tuttora in stato di detenzione.
Quello stesso giorno, il signor Yu Xiangjia era stato arrestato, dopo essere stato denunciato per aver distribuito materiale informativo del Falun Gong, mentre stava svolgendo il suo lavoro di corriere. Intorno alle 15:00 la polizia ha fatto irruzione nella sua abitazione. Gli agenti hanno esibito un mandato di perquisizione e hanno trattenuto all’interno la moglie, la signora Sun Qianyi. Un’agente donna l’ha sorvegliata da vicino per tutta la durata della perquisizione, seguendola persino in bagno. Ai coniugi sono stati confiscati i libri del Falun Gong, due computer, una stampante e altri oggetti di valore.
Dopo la perquisizione, gli agenti hanno spinto la signora Sun nella propria auto di pattuglia e l’hanno condotta alla Stazione di polizia di via Bayil per l’interrogatorio. Quando la portiera dell’auto è stata aperta, la donna ha cercato di fuggire, ma è stata afferrata da due agenti. Uno di loro le ha ripetutamente piegato all’indietro il polso destro, facendola urlare di dolore. Più tardi, Qianyi è stata rilasciata e le è stato detto di “aspettare a casa una telefonata”.
Il 13 agosto la signora Sun ha ricevuto una lettera raccomandata dal Dipartimento di polizia del distretto di Xigang. La lettera era un avviso di detenzione penale, emesso nei confronti di suo marito, presso il Centro di detenzione della città di Dalian. In essa si sosteneva che il signor Yu “aveva utilizzato un’organizzazione di culto per minare l’applicazione della legge”, un pretesto standard utilizzato per criminalizzare i praticanti del Falun Gong.
Liaoning: Donna di 71 anni perde la capacità di camminare durante la detenzione per la sua fede
Il 7 marzo scorso la signora Mou Yanping, di 71 anni della città di Yingkou nella provincia del Liaoning, è stata arrestata e la sua abitazione è stata perquisita. Quando, alla fine di marzo, i suoi familiari si sono recati presso il Commissariato di polizia del distretto di Bayuquan per ricevere sue notizie, un agente ha riferito loro che il suo caso era stato deferito alla procura.
La signora Mou si trova attualmente in custodia nel Centro di detenzione della città di Yingkou e le sono negate le visite dei familiari. Secondo il suo avvocato, che le ha fatto visita di recente, la donna ha perso la capacità di camminare e si sposta su una sedia a rotelle.
La polizia dell’Hebei: “Dovresti essere grata che non ti abbiamo arrestata”
Il 17 luglio scorso la signora Duan Jianhua, di 57 anni della contea di Fuping nella provincia dell’Hebei, è stata vittima di un’estorsione da parte della polizia, che le ha sottratto 8.000 yuan (circa 1.050 euro). Gli agenti l’hanno minacciata, affinché non ne parlasse con altri praticanti, né denunciasse l’accaduto al sito Minghui. Le hanno detto: “Sei una praticante spirituale. Dovresti essere grata che non ti abbiamo arrestata”.
Il 17 luglio gli agenti Li Yongjin e Li Xuewen, dell’Ufficio per la sicurezza interna della contea di Fuping, hanno fatto irruzione nella sua abitazione. Li Yongjin l’ha minacciata di ammanettarla e di farla condannare a tre anni. La signora Duan si è rifiutata di cedere e ha ricordato agli agenti che la sua libertà di credo è tutelata dalla Costituzione.
L’agente Li Xuewen l’ha interrotta, dicendo: “Non c’è bisogno di parlarne con noi. Ci dia solo 100.000 yuan (circa 13.110 euro)”.
Quando la signora Duan ha affermato che non aveva un lavoro e viveva da sola, Li Yongjin ha detto: “Se non hai i soldi, allora dacci l’atto di proprietà della tua casa!”.
“Non ce l’ho. È una casa in affitto”, ha risposto la signora Duan.
Li Yongjin non ha voluto arrendersi e le ha detto: “Chiama tua figlia. Lei può racimolare i soldi”.
La signora Duan ha spiegato che sua figlia guadagna solo 3.000 yuan (circa 390 euro) al mese e non le rimane nulla, dopo aver pagato l’affitto e le spese di base.
L’agente Li Yongjin l’ha insultata, le ha impedito di parlare e ha minacciato di arrestarla.
Gli agenti sono rimasti a casa della signora Duan per diverse ore e non le hanno permesso di andarsene, seguendola persino quando è andata in bagno.
Hanno anche perquisito il suo appartamento e le hanno confiscato oltre 400 libri del Falun Gong, 100 copie dei “Nove Commentari sul Partito Comunista”, più di 10 foto del fondatore del Falun Gong, tre computer, nove stampanti, 13 cartucce, 14 scatole di carta da fotocopie, due taglierine, una plastificatrice, otto rilegatrici e numerosi oggetti personali.
Alla fine gli agenti se ne sono andati dopo averle estorto 8.000 yuan. Lei li ha sfidati dicendo: “Mi guadagno da vivere riciclando i rifiuti. Quanti soldi mi avete estorto in tutti questi anni? Non vi sentite in colpa a spendere i miei soldi?”.
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