(Minghui.org) Il 15 aprile scorso Wang Shuhua, di 69 anni della città di Shenyang nella provincia del Liaoning, è stata rinchiusa nel Carcere femminile della provincia del Liaoning, dove dovrà scontare una pena di quattro anni per la sua fede nel Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che viene perseguitata dal regime comunista cinese dal 1999.
Il 23 agosto dell’anno scorso la signora Wang è stata arrestata, dopo essere stata denunciata da una donna per averle parlato del Falun Gong. Il 24 settembre è stata incriminata, e il 19 novembre è stata processata. Durante l’udienza, i pubblici ministeri hanno chiamato a testimoniare solo un testimone dell’accusa, senza presentare alcuna altra prova a carico. Sei giorni dopo l’udienza, il giudice ha condannato la signora Wang.
Il 3 dicembre Shuhua ha presentato ricorso presso il Tribunale intermedio della città di Shenyang. Ha chiesto alla corte superiore di annullare la sua condanna illegale, che le venisse concesso un risarcimento da parte dello Stato e di ritenere responsabili coloro che l’hanno arrestata, incriminata e condannata senza alcuna base legale.
Lo scorso 7 gennaio il tribunale intermedio ha accettato il caso della signora Wang. Il suo difensore di famiglia, Jin (pseudonimo), ha presentato i documenti per rappresentarla. Il 21 gennaio e il 3 febbraio, il giudice Kong Xianglai ha esortato Jin a presentare, il prima possibile, la memoria difensiva. Jin ha detto di aver bisogno di più tempo, dato che non gli era ancora stato permesso di esaminare il fascicolo del caso. Il giudice ha risposto che gli avrebbe permesso di esaminare il fascicolo, a condizione che gli assicurasse di non fotocopiarlo, copiarlo a mano o fotografarlo; ha ripetuto più di 10 volte che non gli sarebbe stato permesso di fare copie o scattare foto del fascicolo. Ha anche detto che non c'era spazio per “discussioni” e che “non c'è nulla per cui valga la pena di lottare”.
Quando, il giorno seguente, Jin si è recato in tribunale per esaminare il fascicolo del caso, Kong ha ribadito che non sarebbe stata consentita alcuna forma di duplicazione. Quando Jin ha chiesto spiegazioni, il giudice non è stato in grado di fornire alcuna base giuridica a sostegno di tale decisione, e se n’è andato portando con sé il fascicolo.
Jin ha presentato una richiesta al presidente del tribunale, Wang Zhiwen, affinché il giudice Kong fosse ricusato dal caso d'appello. Il 10 febbraio il giudice Kong ha chiamato, dicendo di aver respinto la richiesta. Ha aggiunto che Song Yongzheng era stato assegnato come presidente del tribunale incaricato del caso, con lui stesso e Gao Yanan come giudici assistenti, e ha chiesto nuovamente a Jin di presentare la memoria difensiva.
Il 26 febbraio Jin ha chiamato il giudice Song per informarsi sul caso, ma lui non sapeva nulla. Jin ha quindi chiesto di esaminare il fascicolo. Song non gli ha permesso di fare fotocopie, ma ha detto che avrebbe potuto copiare a mano alcuni paragrafi. Tuttavia, prima che Jin nel pomeriggio si recasse in tribunale per esaminare il documento, ha ricevuto una telefonata dal cancelliere del giudice Kong, che gli ha ordinato di ritirare la sentenza.
Quando, nel pomeriggio Jin è arrivato in tribunale, ha chiamato il giudice Song, ma nessuno ha risposto al telefono. Il cancelliere del giudice Kong gli ha consegnato una copia della sentenza, datata due settimane prima, 11 febbraio.
Il 15 aprile scorso la signora Wang è stata trasferita dal Primo Centro di detenzione della città di Shenyang al Carcere femminile della provincia del Liaoning. Quel giorno i suoi familiari si sono precipitati in prigione. È stato loro comunicato che la signora Wang era detenuta, per il momento, nella seconda divisione, e che in seguito sarebbe stata trasferita in un’altra. Non è stato loro permesso di vederla e hanno ricevuto l’ordine di attendere ulteriori comunicazioni da parte del carcere.
Il Carcere femminile della provincia del Liaoning è tristemente noto per le torture inflitte alle praticanti del Falun Gong. Molte di loro sono decedute o sono rimaste invalide, a causa delle torture e degli abusi subiti in questo carcere.
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