
Podcast n. 271 "Cooperare e progredire col gruppo" di un praticante della Falun Dafa fuori dalla Cina. Un articolo di condivisione delle esperienze sul sito Minghui.

La polizia li aveva inizialmente accusati di aver intrapreso "attività illegali". Non riuscendo a trovare prove sufficienti a sostegno dell'accusa, l’ha cambiata in "minare l'applicazione della legge con un'organizzazione di culto", un pretesto standard usato per criminalizzare i praticanti del Falun Gong.

Il 18 gennaio 2001 più di dieci agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione e hanno condotto lei, il figlio di un anno e i suoceri al locale centro per il lavaggio del cervello. All'epoca era incinta del suo secondo figlio. La famiglia è stata costretta a stare in stanze buie, senza luce solare, e costantemente monitorata. Alcuni funzionari hanno minacciato di uccidere il bambino.

Le notizie di oggi dalla Cina includono episodi di persecuzione avvenuti in tredici città o contee di sette province, dove almeno diciassette praticanti sono stati recentemente perseguitati per la loro fede.

I praticanti hanno diffuso i fatti sulla Falun Dafa, promuovendo la bontà di questa pratica di coltivazione, e, hanno raccolto firme per una petizione che chiede di porre fine al prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong in Cina ancora in vita da parte del PCC e consegnare alla giustizia il principale colpevole della persecuzione, Jiang Zemin.
Il Maestro Li osserva tranquillamente il mondo dalle montagne, dopo aver lasciato New York in seguito al 20 luglio 1999 (foto pubblicata il 19 gennaio 2000)


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Il Maestro Li osserva tranquillamente il mondo dalle montagne, dopo aver lasciato New York in seguito al 20 luglio 1999 (foto pubblicata il 19 gennaio 2000)



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