(Minghui.org) Nei mesi di marzo e aprile 2026 sono stati segnalati complessivamente 787 casi di praticanti del Falun Gong arrestati o perseguitati a causa della loro fede.
Dei 787 casi segnalati, 400 sono arresti e 387 episodi di molestie. Tra i praticanti molestati, 170 hanno subito il saccheggio delle loro abitazioni e 15 sono stati rinchiusi in centri per il lavaggio del cervello. Alcuni di questi episodi sono avvenuti diversi anni fa; la segnalazione tardiva è dovuta alla censura delle informazioni in atto in Cina sotto il regime comunista, che rende difficile per i corrispondenti Minghui raccogliere, verificare e riportare i dati in modo tempestivo.
I 787 praticanti provenivano da 24 province, regioni autonome o municipalità controllate a livello centrale. Lo Shandong ha segnalato il maggior numero di casi complessivi, 175, seguito dal Liaoning (98) e dall’Hebei (96). Altre 14 regioni hanno registrato casi a due cifre, tra 10 e 76. Le restanti sette aree hanno registrato casi a una cifra, tra 2 e 9.
Sono disponibili informazioni sull’età di 138 praticanti al momento dell’arresto o delle molestie: due avevano tra i 20 e i 29 anni, due tra i 40 e i 49, 19 tra i 50 e i 59, 43 tra i 60 e i 69, 56 tra i 70 e i 79, 14 tra gli 80 e gli 89 e due tra i 90 e i 99.
Campagna di propaganda nei campus
Nella città di Baoding, nella provincia dell’Hebei, il 18 dicembre dello scorso anno, il Comitato per gli affari politici e legali (PLAC) e il Consiglio dell’istruzione, hanno lanciato una campagna diretta agli studenti volta a diffamare il Falun Gong
Sebbene la campagna non menzionasse esplicitamente il Falun Gong, i praticanti di Baoding hanno capito chiaramente che era rivolta contro di loro. Da quando il Partito Comunista Cinese (PCC), nel luglio 1999, ha avviato la persecuzione del Falun Gong, un numero incalcolabile di praticanti è stato perseguitato con l’accusa di “servirsi doi un’organizzazione di culto per minare l’applicazione della legge”, un pretesto standard utilizzato per incastrare e condannare i praticanti.
A Baoding e nelle contee subordinate ci sono quasi 2.000 scuole elementari, medie, superiori e università. A ogni studente di questi istituti è stato richiesto di partecipare alla cerimonia di apertura della campagna, guardare video di propaganda, condividere le proprie riflessioni sui materiali di propaganda, aderire alla raccolta firme “anti-setta”, giurare fedeltà al PCC durante una cerimonia di alzabandiera, progettare bacheche a tema anti-setta e partecipare a concorsi di conoscenza anti-setta.
Agli studenti delle scuole primarie e secondarie sono stati inoltre distribuiti materiali di propaganda da portare a casa. Ai loro genitori venivano poi inviati regolarmente messaggi di propaganda tramite i social media.
Il PLAC, un’agenzia extragiudiziale incaricata di supervisionare la persecuzione del Falun Gong e dotata del potere di scavalcare il sistema giudiziario, ha inoltre ordinato a ogni scuola di istituzionalizzare la campagna anti-sette e di trasformare i propri campus in un baluardo inespugnabile per la diffusione di informazioni anti-sette.
Arresti e vessazioni durante le Due Sessioni del PCC
Durante le “Due Sessioni”, l’Assemblea nazionale del popolo e la Conferenza consultiva politica del popolo cinese che quest’anno si sono svolte dal 4 al 12 marzo, i dipendenti di un ufficio di quartiere a Pechino hanno fatto sorveglianza esterna ininterrotta, nei confronti dei praticanti del Falun Gong, in un quartiere residenziale, utilizzando due persone di servizio a turno. Ogni volta che un praticante usciva di casa, i due sorveglianti lo seguivano e tracciavano la sua posizione col cellulare. L’operazione di controllo è durata 15 giorni, dal 27 febbraio al 13 marzo, dopo la conclusione delle “Due Sessioni”.
A Shanghai, la signora Li Hong è stata pedinata da un uomo non identificato da quando è uscita la mattina presto del 3 marzo. In seguito è venuta a conoscenza che quella persona per sorvegliarla avrebbe ricevuto 200 yuan (circa 25 euro) al giorno.
Persecuzione dei praticanti anziani
Henan: Arrestata donna di 86 anni, rimasta vedova a causa della persecuzione contro il Falun Gong
Il 13 marzo scorso un gruppo di agenti ha fatto irruzione nell’abitazione della signora Luo Shuhua, ottantaseienne residente nella città di Xinxiang, nella provincia dell’Henan, tentando di portarla via. Poiché la donna ha opposto una ferma resistenza all’arresto, gli agenti hanno chiamato un’ambulanza e l’hanno trasportata all’interno. Sostenendo che avesse un’ombra sul polmone l’hanno portata all’Ospedale per malattie infettive di Xinxiang, sotto la minaccia che l’avrebbero anche trattenuta in carcere dopo le cure.
La vicenda di Shuhua ha avuto inizio con un precedente arresto avvenuto nel dicembre 2020, dopo che era stata ripresa da una telecamera di sorveglianza mentre distribuiva materiale del Falun Gong. Per motivi di salute, le è stato negato l’ingresso nel centro di detenzione e, il 4 dicembre 2020, è stata rilasciata in “sorveglianza residenziale”. Sebbene la polizia il 3 maggio 2021 abbia revocato la sua “sorveglianza residenziale”, e modificato lo stato del suo caso in “in libertà provvisoria”, ha fatto alcuni altri tentativi di arrestarla, ma senza successo.
Nel 2024 la Stazione di polizia di Tiexi ha sottoposto il caso della signora Luo alla Procura di Weihui. È stata incriminata e processata dal Tribunale della città di Weihui, che è sotto la giurisdizione di Xinxiang. È da accertare se sia stata condannata.
Prima del suo ultimo arresto, la signora Luo era stata più volte arrestata e molestata già da 27 anni fa, dall’inizio della persecuzione. Il marito, il signor Ma Yunxian, anche lui praticante, era stato costretto ad allontanarsi da casa per sfuggire alla persecuzione. Il disagio psicologico e le torture subite durante i precedenti periodi di detenzione gli hanno compromesso la salute fino ad arrivare al decesso, avvenuto nell’aprile 2008 all’età di 70 anni.
Chongqing: La polizia ingaggia un fabbro per fare irruzione nell’abitazione di una vedova di 77 anni
Nel febbraio e nell’aprile di quest’anno la polizia di Chongqing ha fatto irruzione nella casa di una donna di 77 anni.
A mezzogiorno del 28 febbraio gli agenti hanno bussato con forza alla porta della signora Xu Mingjin, gridando il suo nome e ordinandole di aprire. La signora Xu ha chiesto cosa volessero e si è rifiutata di farli entrare. La polizia l’ha accusata di essere coinvolta in una truffa e ha affermato di avere un mandato di comparizione.
Quando la donna ha chiesto di vedere i documenti, le hanno mostrato un foglio con un timbro ma senza firma. Per legge, tali documenti non sono validi senza la firma del capo della polizia. Lei ha detto loro che non era a conoscenza di alcuna truffa e che non li avrebbe fatti entrare.
La polizia ha chiamato un fabbro per forzare la porta e gli agenti hanno fatto irruzione. Due di loro hanno trascinato fuori Mingjin, mentre gli altri perquisivano la sua casa. Dopo un’ora di perquisizione le hanno confiscato tutti i suoi libri sul Falun Gong, una foto del fondatore della pratica e altri oggetti personali.
Dopo l’irruzione, la polizia ha condotto la signora Xu al commissariato. Quando le hanno chiesto della sua recente visita alla città di Zouma, dove si trova il Carcere femminile di Chongqing, lei si è rifiutata di rispondere; successivamente le hanno chiesto quali benefici avesse tratto dalla pratica del Falun Gong. Ha risposto che il Falun Gong insegna Verità, Compassione e Tolleranza e che lei vive secondo questi principi per diventare una persona migliore.
Ha chiesto i nomi degli agenti che l’avevano interrogata, ma si sono rifiutati di fornirglieli. È stata rilasciata dopo le 22:00.
Quando Mingjin è tornata a casa, ha trovato l’abitazione in condizioni disastrose: i vestiti e gli oggetti personali sparsi sul pavimento, la porta d’ingresso divelta e impossibile da chiudere completamente. Il giorno dopo ha dovuto pagare qualcuno per ripararla.
Il 9 marzo, nove giorni dopo, due agenti di polizia di quartiere l’hanno nuovamente molestata.
Il 1° aprile il capo della polizia Chen Hua e il suo subordinato Li Xiaogang si sono presentati a casa della signora Xu. Le hanno imposto di seguirli alla stazione di polizia per ritirare i suoi effetti personali. Lei si è rifiutata di obbedire e ha risposto che gli oggetti avrebbero dovuto rispedirglieli loro. Per aprire la porta hanno nuovamente chiamato un fabbro e, dopo aver fatto irruzione, l’hanno arrestata e condotta alla stazione di polizia.
Mentre Mingjin cercava di spiegare alla polizia che la persecuzione non ha una base legale, gli altri agenti hanno falsificato il verbale dell’interrogatorio e le hanno imposto di firmarlo. Lei, invece, ha scritto che avevano violato la procedura e che entrare abusivamente nella sua proprietà privata era illegale. Gli agenti le hanno tolto la penna di mano e sono usciti dalla stanza.
Quando l’agente Li è tornato, ha detto a Mingjin che le era stata inflitta una detenzione amministrativa, ma che data la sua età avanzata non le sarebbe stata applicata e le ha dato da firmare un altro foglio, che lei ha rifiutato.
Contro la sua volontà, la polizia ha scattato delle foto alla signora Xu, le ha rilevato le impronte digitali e fatto prelievo ematico, per poi rilasciarla dopo le 17:00.
Il 6 marzo scorso, intorno alle 10:00 del mattino, la signora Zou Hualan, una donna di 75 anni di Chongqing, è stata arrestata in una stazione degli autobus, in seguito alla segnalazione del vice segretario della comunità locale Yang Guoqiang, che l’aveva denunciata per avergli parlato del Falun Gong.
La polizia ha perquisito la sua abitazione ma non ha trovato alcun materiale informativo sul Falun Gong. Per poterla perseguire, gli agenti hanno esaminato attentamente i filmati delle telecamere di sorveglianza e ne hanno individuato tre che mostravano la signora Zou mentre parlava con delle persone. L’hanno accusata di promuovere il Falun Gong e hanno deferito il suo caso alla Procura del distretto di Changshou.
Il 18 marzo il procuratore ha emesso un mandato di arresto formale nei confronti di Hualan e probabilmente ha trasferito il caso alla Procura del Nuovo distretto di Liangjiang, una delle procure locali designate a gestire i casi relativi al Falun Gong.
Prima del suo ultimo episodio di persecuzione, la signora Zhou, pensionata dell’Azienda di produzione di macchinari agricoli di Changshou, era stata incarcerata per quasi 11 anni. Ha scontato tre periodi di lavori forzati per un totale di cinque anni e due mesi (luglio 1999 – marzo 2001, novembre 2001 – novembre 2003 e agosto 2006 – febbraio 2008), oltre a due periodi di detenzione, per un totale di cinque anni (luglio 2017 – luglio 2019 e novembre 2019 – novembre 2022). Inoltre, è stata reclusa in un centro di detenzione locale da settembre 2012 a maggio 2013.
La signora Zhang Jiao’e, di 74 anni, residente a Wuhan nella provincia dell’Hubei, è stata arrestata due volte nel dicembre dello scorso anno. Attualmente è agli arresti domiciliari, dopo che le è stato negato l’ingresso al centro di detenzione locale per motivi di salute.
La mattina del 4 dicembre dello scorso anno, Jiao’e stava facendo la spesa in un supermercato, quando un agente in borghese l’ha denunciata per aver utilizzato una banconota da cinque yuan (circa 60 centesimi di euro) su cui erano stampati messaggi del Falun Gong. Sette agenti della Stazione di polizia di Zhifang hanno fatto un’ispezione a casa di suo figlio e, durante la perquisizione della camera da letto riservata a lei, hanno trovato e confiscato due copie dello Zhuan Falun (il libro principale del Falun Gong), una copia di un recente articolo scritto dal Maestro Li Hongzhi e un suo ritratto oltre a due copie di Minghui Weekly (una rivista sul Falun Gong).
La signora Zhang è stata sottoposta a interrogatorio dalle 08:00 alle 18:00 presso la stazione di polizia. Prima di essere rilasciata quella sera, le è stato ordinato di firmare l’elenco degli oggetti sequestrati.
Alle 16:00 del 19 dicembre scorso, cinque agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento in affitto di Jiao’e, e hanno confiscato una copia dello Zhuan Falun, sei articoli scritti dal fondatore della pratica, un lettore MP3 con la musica degli esercizi del Falun Gong e un cellulare sul quale erano stati archiviati i file audio degli insegnamenti e la musica degli esercizi.
La polizia ha condotto la signora Zhang al Centro di detenzione di Wuhan. All’arrivo è stata sottoposta a una visita medica, durante la quale le sono stati riscontrati alti valori pressori e iperglicemia. Il centro di detenzione ha rifiutato di accoglierla e la polizia l’ha riportata indietro.
Successivamente, gli agenti hanno obbligato la signora Zhang a sottoporsi a un’altra visita medica presso un ospedale locale. Il 21 dicembre l’hanno riportata al centro di detenzione, che le ha nuovamente negato l’accesso; la polizia pertanto l’ha rilasciata e ne ha disposto la detenzione domiciliare, dopo averle richiesto di versare una cauzione di 2.000 yuan (circa 250 euro).
Chongqing: Praticante di 75 anni arrestata per aver spedito una lettera a un capo della polizia
La signora Xia Jiesheng di 75 anni, residente a Chongqing, è stata arrestata il 18 marzo di quest’anno per aver inviato una lettera al capo della polizia locale a luglio del 2022, esortandolo a non partecipare alla persecuzione della sua fede, il Falun Gong. Attualmente è trattenuta nel Centro di detenzione del distretto di Beibei.
L’ultimo arresto della signora Xia è stato preceduto da due arresti consecutivi, anch’essi scaturiti da una sua lettera indirizzata al capo della polizia; la donna si trovava a casa il 22 settembre 2022, quando qualcuno ha bussato alla sua porta. Una donna che ha affermato di lavorare per l’amministrazione del condominio, ha motivato la sua visita dichiarando che nell’appartamento della praticante c’era una perdita d’acqua infiltratasi al piano inferiore.
Non appena Jiesheng ha aperto la porta, la donna e cinque agenti in borghese hanno fatto irruzione, dicendo di appartenere al Dipartimento di polizia del distretto di Yuzhong e sostenendo che la loro rete di sorveglianza l’aveva ripresa mentre imbucava la lettera in questione presso l’ufficio postale di via Datong, che rientra nella loro giurisdizione, nel luglio 2022.
Dopo aver perquisito la sua abitazione, la polizia ha portato la donna alla Stazione di polizia di Wanglongmen per interrogarla. Le sono stati inflitti 15 giorni di detenzione amministrativa e una multa di 1.000 yuan (circa 125 euro) (nessuna delle due sanzioni è stata poi applicata). Jiesheng è tornata a casa intorno alle 15:00 del 22 settembre.
Intorno alle 11:00 del giorno successivo (23 settembre 2022), la signora Xia ha ricevuto una telefonata da qualcuno del comitato di quartiere che le chiedeva di recarsi presso l’ufficio di gestione immobiliare per “verificare qualcosa”. La donna non ci è andata, ma è stata ingannata e indotta ad aprire la porta alla polizia. Quattro agenti in borghese, tre dei quali erano stati a casa sua il giorno prima, e una donna dell’amministrazione immobiliare, hanno scattato foto della sua abitazione e perquisito ogni angolo.
Jiesheng è stata nuovamente condotta alla stazione di polizia per essere interrogata e poi rilasciata alle 15:00.
Ripetutamente presi di mira
Lo scorso 19 aprile Hou Mila, di 65 anni della città di Wuhan nella provincia dell’Hubei, ha finito di scontare una pena detentiva di otto anni, ma è stata portata direttamente in un centro per il lavaggio del cervello.
I familiari della signora Hou sono arrivati di buon mattino al Carcere femminile della provincia dell’Hubei, ansiosi di andarla a riprendere. Dopo essere entrati, hanno visto che la signora Hou era dentro un’auto del Centro per il lavaggio del cervello di Yusunshan, situato nel distretto di Jianghan, nella città di Wuhan.
Quasi 20 persone provenienti dal carcere, dal centro per il lavaggio del cervello e dal comitato di quartiere della signora Hou hanno circondato i familiari, impedendo loro di avvicinarsi a lei. Hanno affermato di stare eseguendo gli ordini dei superiori e che dovevano portarla al centro per il lavaggio del cervello.
Dopo oltre 30 minuti di stallo, la signora Hou è stata portata via dal personale del centro per il lavaggio del cervello.
Il calvario di Mila è iniziato il 19 aprile 2018, quando è stata arrestata insieme alla sorella, Hou Aila, e al cognato, il signor Hong Weisheng. Verso la metà di settembre 2019 tutti e tre sono stati condannati al carcere. Le sorelle Hou sono state condannate ciascuna a otto anni e multate di 40.000 yuan (circa 5.060 euro), mentre il signor Hong è stato condannato a 10 anni e multato di 50.000 yuan (circa 6.320 euro).
I ricorsi dei tre familiari sono stati respinti. Il signor Hong è stato rinchiuso nel Carcere di Fanjiatai, la signora Hou Mila è stata inviata al Carcere femminile della provincia dell’Hubei e sua sorella è stata condotta al Carcere di Hankou.
Il 9 marzo scorso il carcere ha comunicato alla famiglia che Mila non avrebbe potuto tornare a casa alla scadenza della pena, il 19 aprile, e che avrebbero dovuto attendere ulteriori comunicazioni.
Il 19 aprile i suoi familiari sono comunque andati al carcere, ma non sono riusciti a riportarla a casa.
Il 28 febbraio scorso, a soli quattro mesi dal termine della pena detentiva di otto anni scontata per la sua fede nel Falun Gong, la signora Zhou Haiyan, residente della città di Dalian, nella provincia del Liaoning, è stata nuovamente arrestata.
Il 28 febbraio alcuni membri del Comitato residenziale di Mingxing e agenti della Stazione di polizia di via Huanghai hanno fatto irruzione nell’abitazione della signora Zhou per perquisirla e hanno condotto sia lei che suo marito, non praticante, alla stazione di polizia. Il marito è stato rilasciato lo stesso giorno, mentre lei è tuttora in stato di detenzione.
Da quando il Partito Comunista Cinese ha ordinato la persecuzione del Falun Gong nel 1999, Haiyan, che ha circa 60 anni, è stata arrestata almeno altre cinque volte. È stata tre volte in centri per il lavaggio del cervello, due volte in campi di lavoro forzato e nel 2007 è stata condannata a otto anni di reclusione. L’8 ottobre 2017 è stata arrestata nuovamente e condannata ad altri otto anni di carcere.
Oltre alla signora Zhou, anche i suoi cari sono stati presi di mira per la loro fede condivisa. Sua sorella minore, che lavorava presso l’Ufficio certificazioni, è stata licenziata nonostante avesse ricevuto numerosi premi per il rendimento nel lavoro. Il suo capo ha detto che, se non l’avessero licenziata, i bonus di tutti gli altri dipendenti sarebbero stati revocati e i supervisori stessi avrebbero potuto perdere il lavoro. I supervisori hanno affermato anche che l’unica cosa che avrebbe potuto impedire il suo licenziamento era scrivere una dichiarazione di rinuncia al Falun Gong, cosa che lei si è rifiutata di fare.
Il 4 febbraio 2002 suo padre, il signor Zhou Fusheng, un medico che era stato in servizio nell’Aeronautica Militare per 40 anni, dopo aver parlato con alcune persone del Falun Gong, è stato picchiato selvaggiamente da un giovane agente di polizia e ha riportato una grave ferita alla testa. In serata, prima di essere rilasciato, è stato costretto a pagare una multa di 1.000 yuan . Il giorno successivo, la polizia si è presentata a casa sua per molestarlo e minacciarlo. La frustrazione, la depressione e la mancanza di libertà di praticare il Falun Gong hanno avuto un impatto negativo sulla sua salute. È deceduto nel 2012.
Da quando il Partito Comunista Cinese ha iniziato a perseguitare il Falun Gong nel 1999, un uomo di 53 anni della città di Yingkou, nella provincia del Liaoning, ha scontato due condanne a otto anni di carcere per aver difeso la sua fede. È sopravvissuto a stento alle torture subite durante la detenzione, ed è rimasto a lungo impossibilitato a camminare a causa delle lesioni alle ginocchia.
Il signor Fan Xuebin è stato arrestato l’ultima volta il 10 aprile scorso dagli agenti della Stazione di polizia del distretto di Zhanqian. Al momento non si sa dove si trovi.
L’uomo, i cui genitori sono entrambi deceduti, ha una sorella con disabilità intellettiva, che dipendeva completamente da lui per l’assistenza. Quando è stato incarcerato, la sua famiglia ha dovuto mandarla in una struttura di assistenza.
Il signor Fan era già stato arrestato il 13 giugno dello scorso anno, solo un anno dopo aver scontato una seconda pena detentiva per aver affisso manifesti del Falun Gong. Al tempo, la polizia ha fatto irruzione nella sua abitazione e l’ha trasferito nel Centro di detenzione della città di Yingkou, dove le guardie l’hanno immobilizzato con una presa di strangolamento. Il 26 giugno, dopo appena due settimane, il signor Fan è stato rilasciato su cauzione a causa delle gravi lesioni riportate in conseguenza delle torture subite.
Jilin: Insegnante in pensione di 63 anni sfollata, arrestata per la sua fede nel Falun Gong
Lo scorso 25 aprile la signora Chu Zhanfeng, di 63 anni della contea di Changling nella provincia dello Jilin, è stata arrestata a Daqing, nella provincia dell’Heilongjiang.
La signora Chu si era trasferita nell’Heilongjiang alcuni anni fa, per evitare di essere nuovamente perseguitata per la sua fede. Prima di andare in pensione lavorava come insegnante alla Scuola elementare di Liushui. Il 31 ottobre 2016 la signora Chu è stata arrestata, dopo essere stata denunciata per aver distribuito materiale informativo del Falun Gong. Il 28 marzo 2017 il Tribunale della contea di Changling l’ha condannata a quattro anni e mezzo di reclusione e multata di 10.000 yuan (circa 1.260 euro). Anche i suoi ricorsi sono stati rigettati dal Tribunale intermedio della città di Songyuan.
Nel luglio 2021, solo tre mesi dopo il rilascio, la signora Chu subito continue molestie dagli agenti di polizia. Il 26 luglio 2023 l’agente Pei Yuanqing, dell’Ufficio per la sicurezza interna della contea di Changling, ha condotto sei agenti a casa della signora Chu. Lei è riuscita a fuggire ed è stata costretta a vivere lontano da casa per sfuggire alla polizia.
Successivamente Zhanfeng si è trasferita a Daqing, nella provincia dell’Heilongjiang. Nel tempo libero ha distribuito materiale informativo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione, ma qualcuno l’ha denunciata. Lo scorso 25 aprile è stata arrestata dagli agenti della Stazione di polizia del distretto di Sartu, ed è attualmente trattenuta nel Secondo Centro di detenzione della città di Daqing.
Brutalità e maltrattamenti durante la detenzione
Il signor Liu Linfeng, della città di Weihai, nella provincia dello Shandong, è stato sottoposto a 16 sedute di alimentazione forzata in otto giorni mentre era detenuto per la sua fede nel Falun Gong.
Quattro agenti hanno fatto irruzione nella casa del signor Liu tra le 06:00 e le 07:00 del 5 gennaio scorso e gli hanno confiscato i libri sul Falun Gong e altri oggetti personali, poi è stato portato alla stazione di polizia.
Diversi agenti hanno fatto al signor Liu il prelievo forzato delle impronte digitali e prelevato un campione ematico. Intorno alle 19:00 l’hanno portato al Centro di detenzione della città di Weihai. Il giorno successivo ha iniziato uno sciopero della fame, in segno di protesta. Il 9 gennaio, il quarto giorno, le guardie l’hanno immobilizzato su una sedia di ferro, hanno ordinato a due detenuti di tenergli la testa ferma e l’hanno alimentato a forza. Una guardia ha detto che avevano aggiunto una quantità eccessiva di sale al cibo. L’uomo è stato alimentato a forza due volte al giorno, per otto giorni consecutivi. Dopo ogni sessione di alimentazione forzata, sentiva un calore anomalo e non riusciva a tenere la coperta addosso mentre dormiva. Sospettava che le guardie avessero aggiunto sostanze sconosciute al cibo.
Illustrazione della tortura: alimentazione forzata
Il 19 gennaio scorso il signor Liu è stato rilasciato, dopo che suo padre ha versato una cauzione di 5.000 yuan (circa 630 euro). Una volta tornato a casa, era assetato e senza appetito.
La polizia ha chiamato suo padre ancora un paio di volte, chiedendogli di firmare alcuni documenti. Ha inoltre perquisito due volte l’appartamento del signor Liu, esaminato il suo computer e confiscato i libri e una foto del fondatore del Falun Gong. Gli agenti hanno persino tentato di portare via alcuni dei suoi vestiti.
Liaoning: Uomo di 73 anni perde drasticamente peso mentre è in carcere per la sua fede
Il signor Zhang Shuyin, di 73 anni, della città di Chaoyang nella provincia del Liaoning, è stato arrestato nella sua abitazione il 24 novembre dello scorso anno. La polizia ha affermato che una telecamera di sorveglianza l’aveva ripreso mentre affiggeva manifesti del Falun Gong. Prima di rilasciarlo, l’hanno portato alla stazione di polizia e l’hanno interrogato per più di tre ore.
Dieci giorni dopo, il 4 dicembre, la polizia ha fatto irruzione in casa del praticante e l’ha arrestato nuovamente, confiscandogli parte del materiale informativo sul Falun Gong e un’antenna parabolica utilizzata per ricevere notizie non censurate dai media esteri. Da allora è stato trattenuto nel Centro di detenzione di Chaoyang, dove ha subito una rapida e inspiegabile perdita di peso. Attualmente, dopo mesi di detenzione, è estremamente emaciato. La sua famiglia è molto preoccupata che durante la detenzione possa continuare a subire torture e maltrattamenti.
La signora Tong Xiaoyan, di circa 57 anni, residente nella contea di Huanren nella provincia del Liaoning, è stata arrestata il 26 settembre dello scorso anno, dopo che la polizia aveva ordinato al suo proprietario di casa di ingannarla, chiedendole di ritornare nell’appartamento col pretesto di una perdita d’acqua. Lei è tornata di fretta e, una volta arrivata è stata arrestata. Le sono stati sequestrati il computer, la stampante e del materiale informativo sul Falun Gong.
La polizia ha trasferito la signora Tong al Centro di detenzione di Benxi, che ha giurisdizione sulla contea di Huanren. L’esame medico obbligatorio ha rilevato una riduzione del flusso sanguigno al cuore, sintomi compatibili con un ictus e ipertensione, per questo motivo il centro di detenzione ne ha rifiutato l’ingresso. Gli agenti allora hanno contattato il vice capo Wang Chenggang, che avrebbe ordinato loro di falsificare la cartella documentazione medica della signora Tong per dichiararla idonea alla detenzione.
Con la documentazione medica alterata, gli agenti hanno trasportato la signora Tong nel centro di detenzione; lei ha cercato di divincolarsi, ma l’hanno scaraventata a terra, facendole battere la testa sul pavimento. Successivamente le hanno immobilizzato il capo, mentre il medico del centro eseguiva una TAC. Nonostante le sue condizioni di salute, la guardia Wang Naihan l’ha comunque incarcerata.
Poco dopo, il centro di detenzione ha trasferito la signora Tong all’Ospedale ferroviario di Benxi. I medici hanno riscontrato alcuni problemi di salute, ma si sono rifiutati di mostrarle la cartella clinica e di comunicarle le diagnosi esatte. Le hanno invece ordinato di firmare alcuni documenti e, al suo rifiuto, è stata riportata al centro di detenzione pochi giorni dopo.
La donna è stata ricoverata più volte nello stesso ospedale. Continua a star male e soffre di frequenti mal di testa.
Il suo avvocato ha cercato di farle visita tre volte, ma gli è stato riferito che lei non desiderava incontrarlo. Solo di recente gli è stato finalmente concesso un colloquio, durante il quale ha scoperto che il centro di detenzione non le aveva mai comunicato le sue richieste di visita.
La signora Tong ha confermato al suo legale di non aver mai detto di non volerlo vedere; al contrario, era impaziente di incontrarlo. Gli ha inoltre riferito che la polizia avrebbe falsificato la sua documentazione medica, i verbali degli interrogatorio e le “prove” raccolte a suo carico.
Il Dipartimento di polizia della contea di Huanren ha deferito il caso alla Procura del distretto di Mingshan nella città di Benxi, che ha poi formalizzato l’imputazione della signora Tong in data sconosciuta. Il suo avvocato ha confermato che il procedimento è ora pendente presso il Tribunale del distretto di Mingshan.
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